Martedì 9 dicembre, è deceduto all'ospedale di Domodossola, Arnaldo Pontiroli di 89 anni che molti in valle conoscevano anche come “capo”, un simpatico soprannome che si conquistò durante i lavori su dalle parti del Monscera e sulla strada per San Bernardo. Abitava a Boco, ma da qualche anno soggiornava nella residenza per anziani a Mozzio dove, proprio un anno fa, di questi giorni, eravamo andati a salutarlo, trovandolo, come al suo solito, di buon umore, cordiale e sincero. La nipote Annalisa lo ricorda come «“lo zio capo”. Uno zio speciale, d'altri tempi, alla “moda vegia” e caparbio, molto caparbio perché quando si metteva in testa qualcosa non c'era verso di fargli cambiare idea, come quando nel duemila, non volle per nessuna ragione lasciare la sua casa di Boco, nonostante l'evacuazione obbligatoria ed il pericolo di frane. Rimase lì a difendere la sua abitazione. E' stato un grande uomo, sempre disponibile e molto generoso. Quando veniva a Domo, passava a trovarci ed aveva sempre qualcosa di buono e di goloso per tutti».

Anche il nipote Angelo, lo ricorda come «un uomo, semplice ed onesto. Una persona bravissima e sempre pronto ad aiutare tutti, molto disponibile e di cuore».

Chi, in paese, racconta di lui, lo fa con il sorriso, perché Arnaldo è sempre stato un gran simpaticone e gli piaceva raccontare le sue vicende. Imperdibile la storia del suo viaggio in treno fino in Sicilia quando dovette presentarsi in caserma per il servizio di leva. Lo raccontava spesso, fra le risate esilaranti di chi lo ascoltava.

Non si era mai sposato Arnaldo, preferendo una vita semplice e libera, fra il lavoro e la vita del paese. Al funerale, svoltosi giovedì scorso a San Lorenzo, sono intervenuti in molti, a conferma dell'affetto e la grande amicizia che lo ha sempre circondato, compreso anche la rappresentanza dei Fanti di Varzo che i parenti vogliono ringraziare pubblicamente, per la gradita partecipazione.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO