Non lo sa? «San Giuseppe in primavera, quando si allungano le giornate, lascia il tempo per fare merenda e San Michele in autunno, quando le giornate si accorciano, questo tempo lo porta via, ma io faccio finta di niente e adesso che sono anziana, la merenda la faccio tutti i giorni».
Adesso se la prende calma Rosanna Pellanda, che ha superato gli ottanta da un po', ma da giovane era sempre molto indaffarata...
«Può ben dirlo, fino ai 19 anni ho lavorato la campagna; la nostra e anche quella della chiesa con la quale, a fine stagione, facevamo a metà del raccolto ricavato nei suoi terreni. D'estate davo una mano alla Cooperativa, il negozio del paese...».
E dopo?
«Poi sono andata in Ospedale...»
Cosa le era successo?
Sorride «No, no, non ricoverata, ho fatto l'infermiera per qualche anno e poi mi sono sposata con Armando che voleva aprire un suo negozio. A me non piaceva quel lavoro, ma mi adeguai e così mi son ritrovata dietro il banco. Che tempi... Andavo fino in Valsesia a prendere il formaggio... Pensi che portavo a casa 150 forme alla volta e d'estate vendevamo oltre un quintale di pane tutti i giorni. E adesso? Che tristezza, non c'è più nemmeno un negozio aperto».
Bognanco ha una storia secolare di musica, lei ha mai suonato uno strumento?
Sorride perché questo argomento le porta allegria... «Sì, sì, avevo imparato a suonare il trombone, ma a quei tempi le donne non entravano nella banda; era una cosa per uomini e così lo suonavo solo in casa. Stessa cosa per lo sci... per noi ragazze era impossibile sciare ed ancora peggio, partecipare alle gare ed allora mi consolavo, sciando di nascosto».
Vedo che ha la televisione proprio davanti al tavolo della cucina; immagino che la accende tutti i giorni... quali programmi vede?
«Oh, guardo per lo più solo messe e rosari. In televisione fanno vedere troppe cose brutte che mi disgustano...».
Immagino che fra le tante cose brutte, c'é la guerra Russia - Ucraina. Se potesse regalare per Natale una bacchetta magica, per far finire la guerra, a chi la donerebbe; a Putin o a Zelensky?
«A Zelensky, senza dubbio».
E se invece fossero loro a regalare a lei una bella bacchetta magica, come la userebbe?
Sorride ancora, ma stavolta spara: «Gliela darei sulla schiena a tutti quelli che, pur avendo le forze, hanno abbandonato, in questa valle, case, alberghi e campagna».
Uh, capito il messaggio... meglio ritornare sull'argomento del “Natale...”
«Eh...il Natale, non è più come una volta. Adesso ci sono troppi regali, troppe luci... troppa pubblicità... troppe cose inutili.
Mi ricordo quando mia mamma, molto tempo fa, regalò per Natale a uno svizzero, un secchio pieno di burro nostrano e questo per contraccambiare le riempì il secchio di sale. Dieci a uno il valore, ma lei era contentissima lo stesso perché il sale in quei tempi, in Italia, era introvabile ed era indispensabile per conservare il prezioso formaggio. Con quel sale, venne salvata tutta la produzione di formaggio dell'inverno e fu un Natale davvero molto speciale».
Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

