Con il caldo di maggio, sono molti quelli che hanno anticipato le escursioni estive sulle montagne e siccome c'è sempre una proporzione con i numeri, abbiamo chiesto a Cristiano Galletti, capo stazione del Soccorso Alpino di Bognanco quanti interventi hanno già effettuato dall'inizio di questa stagione estiva.

«Al momento un paio. Abbiamo soccorso una donna che si è rotta un braccio ed un altra persona, domenica scorsa, sempre per la rottura di un arto superiore».

Quali sono gli interventi più richiesti?
«Una volta, venivano soccorsi quasi esclusivamente i “fungiatt”. Oggi, la rosa degli infortunati è cambiata. Oltre agli escursionisti tradizionali, molti si fanno male cadendo dalle E-bike su percorsi in montagna e da qualche anno veniamo chiamati anche per soccorrere persone che praticano il Canyoning dove interveniamo con uomini esperti, ben formati e con equipaggiamento adeguato».

A volte vediamo che intervengono anche elicotteri...
«Sì, ed é la centrale del 112 che decide quali mezzi far uscire, in base alla chiamata, alle condizioni del luogo e del tempo».

Cosa bisogna dire quando si chiama il 112?
«La prima cosa da dire è sempre da dove si chiama, ovvero la posizione dove ci si trova. La seconda, il motivo della chiamata e la terza, il nome di chi chiama. Mai perdersi nel dire cose inutili. Molto importante essere concisi: 1, da dove chiami- 2, perché chiami – 3, chi sei».

Ma sono interventi gratuiti o hanno un costo per l'infortunato?
«Al momento sono sempre interventi gratuiti».

Anche voi operate gratuitamente?
«Sì, assolutamente. A volte riceviamo delle offerte dalle persone che soccorriamo e questo ci fa piacere perché ci aiuta a mantenere sempre le nostre attrezzature e le strumentazioni che disponiamo, efficienti ed all'avanguardia».

In quanti siete nel Gruppo di Bognanco?
«Al momento siamo 17, più un ragazzo che è appena entrato».

Da che età si può entrare a far parte del Soccorso e fino a quando si può restare attivi?
«Dai 18 ai 70 anni».

E non vi è mai capitato di “rimproverare” qualcuno che avete soccorso, perché si è fatto male a causa di sue negligenze e/o scarso equipaggiamento?

«No, mai rimproverato nessuno.

Sicuramente però ci capita di dare consigli utili tipo: utilizzare sempre attrezzature ed abbigliamento idonei al terreno che si è scelto di percorrere».

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO