Un pubblico delle grandi occasioni, sabato scorso alla Conferenza: “La Bolla Transiturus, un Papa a Bognanco” tenutasi presso il centro Guido Prada di San Lorenzo. Personaggi illustri si sono alternati al tavolo dei relatori, a partire da don Paolo Milani di Novara, dottore in ricerche storia medievale, direttore archivio storico diocesano e docente Istituto Superiore Scienze Religiose, per la prima volta in valle Bognanco ed il professor Enrico Rizzi, storico delle Alpi ed esperto del mondo Walser. A completare la tavolata dei relatori, il sindaco di Bognanco Mauro Valentini, il presidente della pro loco di Vagna, Alessandro Prina, la presidente della pro loco di Domodossola, Vanda Cecchetti e la presidente della pro loco di Bognanco, Elisabetta Valentini che ha dato il via alla Conferenza ringraziando «le pro loco di Vagna e Domo per la fattiva collaborazione e le amministrazioni comunali di Bognanco e Domodossola per il prezioso supporto organizzativo». Di più, ha voluto pubblicamente ringraziare «Carlo Grossi, assessore comunale di Bognanco, per l'impegno profuso a seguire questo argomento, fino a ottenere, saputo che l'originale della “Bolla” si trovava presso archivio storico Diocesano di Novara, almeno una copia da tenere nella chiesa di San Lorenzo» e, proseguendo nei ringraziamenti, ha chiamato il responsabile del gruppo alpini per la protezione civile Salvatore Attinà, presente in sala, il quale, «coordinando le forze di tutti i volontari, ha saputo raggiungere l'obiettivo che la pro loco di Bognanco si era prefissata: sistemare finalmente l'antico sentiero del Papa». Il sentiero che, tanto per intenderci, da Fonti, seguendo la sponda destra del Bogna, dopo aver passato San Marco, rimanendo sempre a mezza costa, arriva a Vagna e al Calvario.

Fatta questa lunga e doverosa premessa, tutti i presenti in sala non aspettavano altro che ascoltare dagli esperti la storia vera di questo documento straordinario scoperto da don Tullio Bertamini nell'archivio della chiesa di San Lorenzo nel 1968. Detto e fatto. E' la volta di don Paolo Milani che parte da lontano e siamo nel 1264 quando Urbano IV promulga la bolla Transiturus che istituisce la festa del Corpus Domini, ovvero la solennità cattolica in onore dell'Eucaristia. Tira in ballo anche San Tommaso d'Aquino, vissuto in quegli anni, al punto da definirlo il redattore di questa composizione liturgica e lo fa invitando la pro loco a dedicare eventualmente anche a lui un sentiero o una antica via. Qualche sorrisino fra il pubblico, ma nessuno perde la concentrazione. Insomma, ci si chiede, sta “Bolla” appartiene alla chiesa di San Lorenzo sì o no?

Don Paolo Milani cerca di spiegare che ci sono più bolle; «una a Gerusalemme, e sette otto in giro per l'Europa ed è provato che nessuna di queste è stata scritta a Roma. Probabilmente questa trovata a San Lorenzo, è stata scritta a Bologna...».

Sì, ma come ha fatto a finire a Bognanco?

Bel mistero.

Addirittura si parla di «collezionisti» che poi finita in mano in eredità a nipoti i quali, leggendo quella frase inequivocabile. “Iste liber est ecclesie Sancti Laurentii de Bugnancho diocesis Novariensis“, non sapendo cosa farsene, l'abbiano poi donata alla chiesa di San Lorenzo nel bel mezzo delle Alpi.

E a proposito di Alpi, tutti vorrebbero sapere: ma il Papa Gregorio X è passato da Bognanco, sì o no?

Nemmeno il prof. Enrico Rizzi che di Alpi se ne intende, è disposto a confermare questo passaggio. «E' certo che il 27 ottobre del 1275 era a Losanna – dice - dove si incontrò con il re di Germania Rodolfo d'Asburgo e da qui sicuramente passò il Sempione, ma poi si può solo presupporre che il Pontefice, con al seguito un corteo di prelati, uomini armati, cavalli, muli, in quel mese di novembre abbia scelto la più comoda valle Bognanco, piuttosto che le gole di Gondo, per raggiungere la pianeggiante valle del fiume Toce». Ed è naturale pensare che i bognanchesi, che in quei tempi pascolavano le loro bestie anche nella vicina val Vaira, oggi Zwischbergental, abbiano aiutato il Papa nel suo cammino, dal Sempione al fondo valle a sud delle Alpi.

A fine conferenza c'è l'aperitivo offerto dalla pro loco. E non è il solito aperitivo; è qualcosa di più. E' una degustazione di sapori montani e di cose buone presentate da mani esperte e professionali.

Gli intervenuti alla conferenza degustano e commentano ed i più scettici osservano; «ma se questo documento non è stato donato dal Papa e non è l'unico al mondo, perché l'originale se lo tengono così gelosamente a Novara e non lo lasciano qui a Bognanco, dove è stato ritrovato?»

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO