Ma quando intervenite?
«Le imprese che operano all'interno degli alvei dei torrenti o dei fiumi, devono sempre chiedere intervento della FIPSAS o della Provincia per salvaguardare il patrimonio ittico ed in questo caso, siamo intervenuti anche noi per collaborare. Qui al Torno, avevamo già fatto un primo intervento, prima dell'inizio dei lavori e la settimana scorsa siamo intervenuti nuovamente, sempre su richiesta dell'impresa, perché erano previsti nuovi altri scavi all'interno del corso d'acqua».

E cosa fate di preciso?
«Raccogliamo nei contenitori tutti i pesci che vivono nel tratto di torrente interessato ai lavori e li rimettiamo in acqua, nello stesso torrente, ma più a monte».

Quanto è lungo questo tratto?
«Circa 100-150 metri a valle e a monte quindi, per un tratto complessivo di circa 200-300 metri».

Ma, non è un lavoro inutile? I pesci poi non vengono trascinati nuovamente a valle dalla corrente?
«No – risponde Tonietti – loro cercano sempre di risalire la corrente e la loro risalita, viene fermata solamente quando incontrano cascate o briglie lungo l'asse del corso d'acqua. I pesci, vengono trascinati a valle solo a causa di eventi alluvionali o da improvvise piene».
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Immagino che il tratto interessato alla salvaguardia dei pesci, in conseguenza alle opere del parcheggio del Torno, sia quello che va dalla briglia a valle del ponte fino su alla centrale Enel.
«Sì, esatto».

E quali pesci vivono in queste acque?
«Principalmente la trota Fario».

E sono previste zone di riserva dove non si può pescare?
«L'unico tratto in tutta la valle dove è vietata la pesca, in quanto zona di riserva, è proprio questo dove abbiamo fatto l'ultimo intervento».

Allora, se escludiamo questo breve tratto, possiamo dire che dalle altre parti è sempre possibile pescare?
«Sì certo, compreso i laghi dell'alta valle».

Ma in inverno quando i laghi, su in alto, sono completamente ghiacciati, i pesci riescono a sopravvivere?
«Certo. I pesci stanno benone sotto il ghiaccio, sono protetti dagli agenti atmosferici esterni e devono solo difendersi dall'unico grande problema per la loro sopravvivenza».

Quale problema?
«Quello naturale. Pesce grande, mangia pesce piccolo».

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO