Abita a Novara, anzi, tiene a precisare: «nella periferia di Novara». Da qualche anno a questa parte, la sua passione è correre ed il suo abbigliamento preferito sono un paio di pantaloncini corti e canotta, ma non una canotta normale; la sua preferita è quella con stampato sul davanti: G.S. BOGNANCO.

Stiamo parlando di Monica Moia 55 anni che abbiamo incontrato e, pieni di curiosità, abbiamo fatto con lei due chiacchiere...

E' di Novara e come mai corre per il Gruppo Sportivo Bognanco?
«Nel 2016, ho conosciuto dei ragazzi del Bognanco, mentre facevo sci alpinismo. Mi son piaciuti e mi sono iscritta alla loro società sportiva, per le gare di corsa in montagna».

E fa ancora sci alpinismo?
«Sì, ma solo per divertimento. Non ho mai voluto cimentarmi agonisticamente in questa disciplina».

Da quando ha iniziato a correre?
«Nel 2010 ho avuto un grave problema di salute e mi sono rifugiata nella corsa, per combattere e vincere la malattia».

E c'é riuscita?
Sorride, il tempo necessario per rispondere: «Direi di sì. Ho 55 anni, sto bene, mi piace correre e qualche volta salgo anche sul podio...».

Qualche volta? Ho ricevuto un elenco di gare che ha effettuato in questi ultimi dieci anni ed è sbalorditivo... Mi risulta che lei, nella categoria femminile, è salita sul podio 442 volte e per ben 176 sul gradino più alto (compreso l'ultima vittoria di domenica scorsa nella durissima Mozzafiato Trail 2026 di Cannobio); 158 volte seconda e 108 terza.

Come fa ad essere così in forma? Segue una dieta particolare?
«Niente di che, mangio pesce, verdure, frutta, cereali, pochissima carne e quando c'é, è sempre e solo carne bianca».

Correre per il piacere e per la passione va bene ma, come si dice dalle nostre parti: per mangiare cosa fa?
«Sono impiegata presso una ditta di Momo».

Tutto il giorno in ufficio quindi...
«Sì, sede amministrativa».

Allora immagino che dalle finestre del suo ufficio, potrà guardare le Alpi, palcoscenico naturale delle sue gare...
«Sì, si vede il massiccio del Monte Rosa e molte altre montagne che sono nel mio cuore...»

Come ha vissuto il periodo del Covid?
«Abbastanza bene, considerato che abito in campagna e davanti casa ho un bel giardino grande dove ho potuto correre a piacimento e tenermi sempre allenata... Correvo in circolo tanto da sembrare un criceto...».

E continuerà a correre?
«Sì, certo».

Fino a quando?
«E' la mia passione e continuerò a farlo fino a che il fisico me lo consentirà».

Preferisce gare lunghe o corte?
«Le gare che preferisco stanno dentro i trenta/quaranta chilometri, però mi piacerebbe provare anche qualche gara più lunga».

Mai fatto maratone?
«No, mai. Non è il mio tipo di gara».

A quale gara nel VCO si è più affezionata?
«Ai 33 chilometri della Valle Intrasca. L'ho fatta 11 volte e per nove sono salita sul podio».

E la gara ossolana che le piace di più?
«La But in valle Formazza».
Chilometri?
«42,9 per 2572 metri di dislivello».

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO