Ogni giorno si vedono gli operai appesi al versante roccioso per le varie fasi di consolidamento della frana crollata nel mese di maggio dello scorso anno ed oggi, le reti di protezione, sono arrivate fino giù sulla strada provinciale. Adesso si dovrebbe "solo" trattare di fare i fori nella parete rocciosa e stendere i cavi di acciaio per mettere tutto il versante in sicurezza. «Non è cosa da poco – dice il geologo Paolo Marangon che segue i lavori – ci vorranno almeno 150 fori e quando va bene si riesce a farne 6 -7 al giorno, non di più ed è già capitato, proprio nella parte alta di questa stessa parete, che ci è voluto una intera giornata per fare un solo foro. Quindi, con un po’ di ottimismo, si potrebbe anche supporre che entro un paio di mesi, la strada possa ritornare transitabile».

Detto questo, se guardiamo il calendario, possiamo dire che per la metà di aprile e mettiamoci anche l’anno, non si sa mai: 2025, tutto ritornerà normale. Che poi per i bognanchesi, il “normale”, è percorrere la provinciale, che sono poco più di dieci chilometri, sempre con un occhio alla strada ed uno alla montagna, perché il pericolo di essere bersaglio di sassi che rotolano dai ripidi versanti, è cosa di tutti i giorni e su tutte le strade della valle. Indistintamente. Un pericolo che aumenta ancor di più, durante il disgelo, oppure durante le abbondanti ed abituali piogge che ormai si manifestano in ogni stagione dell’anno.

Ritornando alla variante creata dalla Provincia a tempo di record, forse non tutti sanno che, seppur cosa gradita per il collegamento quotidiano dei bognanchesi con il resto del mondo, ha comunque reso impossibile fisicamente, il transito di autocarri di grosse dimensioni o con rimorchi. Ha impedito il passaggio di macchinari speciali a servizio delle industrie o dei cantieri temporanei, come ad esempio le comunissime gru a braccio in uso nei cantieri edili e causato pesanti limitazioni, anche per le attività turistico ricettive in quanto molti, specialmente gli stranieri, alla guida di furgoni con roulotte al seguito, l’estate scorsa, hanno preferito rinunciare ad avventurarsi nella valle delle cento cascate.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO