I cento anni con gli Alpini, li hanno raccontati i partecipanti al pranzo di domenica scorsa al centro Guido Prada di San Lorenzo. Oltre cento venti le persone sedute ai tavoli, perché di più non ce ne potevano stare, a ricordare le cose fatte in questo primo secolo di storia e di passione ed alcuni, hanno ricevuto un doveroso riconoscimento per i loro 50 anni di attività ininterrotta nel gruppo bognanchese.
Emergono anche dal pieghevole distribuito, le iniziative più significative, come la posa nel 1971 della grande croce all'Alpe Vallaro (1823 m.s.l.m.) che poi venne illuminata nel 2018. Oppure la posa della bella fontana in sasso alla curva di San Martino (700 m.s.l.m.), dove veniva organizzata la festa campestre annuale. Poi, negli anni novanta il gruppo decise di spostare la festa su all'Alpe Gomba (1250 m.s.l.m.) e nel 1996 si inaugurò la sede che oggi, dopo diverse migliorie, è un fiore all'occhiello del gruppo. In questi ultimi anni, un altra bella iniziativa è stata la sistemazione dei “fortini militari” sulla costa del Dosso che ha dato modo di aggiungere nuovi itinerari escursionistici alla già grande rete di sentieri della valle. Ma più di tutto, se vogliamo parlare di cosa hanno fatto e cosa fanno questi alpini, è la straordinaria e costante presenza sul territorio. Lo ha ribadito anche l'assessore comunale Carlo Grossi in occasione del suo intervento in piazza: «Quando il Comune chiede, gli alpini ci sono e per questo vi diciamo grazie». Le amministrazioni comunali sono tutte saldamente unite alle forze di volontariato degli alpini in congedo ed oggi, venuto a mancare il sevizio di leva obbligatorio, arricchite dall'inserimento degli amici degli alpini. Una unione che Massimo Andreini, ha voluto rimarcare nel suo intervento, auspicando «la presenza dei sindaci ai raduni nazionali».
Ad ogni calamità, i gruppi alpini sono i primi ad intervenire nei soccorsi a favore della popolazione, coordinando direttamente gli interventi o rendendosi disponibili ad essere coordinati da altri.
Nei territori dove operano i volontari dei gruppi alpini, è facile trovare un sentiero pulito, una cappella sistemata, il monumento ai caduti ben mantenuto... Ed in più sono sempre esempio, specialmente per i giovani, di buona educazione, di rispetto e di lealtà.
Sono molte le attività benefiche organizzate ogni anno, come ad esempio la “Giornata della Colletta alimentare”, in collaborazione con altre associazioni locali e piace ricordare che proprio a Bognanco nacque nel 1975 la splendida storia della Fanfara Alpina Ossolana, grazie all'allora maestro della banda del paese Giancarlo Pellanda che per anni ne fu anche direttore. Oggi, sono molti i componenti del gruppo alpini locale e della banda di Bognanco che fanno parte della Fanfara e la cosa, per i bognanchesi, è motivo di grande orgoglio e vanto.
Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

