Il Comune ha approvato nell'ultimo Consiglio Comunale del 28 ottobre, la procedura per l'accertamento demaniale dei beni immobili assoggettati all'Uso Civico.
La questione è nota. Questo vincolo sacrosanto di origini medievali, specialmente nelle aree in alta valle e specialmente per beni di proprietà comunale, veniva sempre fuori ed il terreno o la baita vincolata, risultava invendibile.
Il guaio è che l'elenco dei beni fino ad ora conosciuto, non corrisponde esattamente all'elenco ufficiale emerso in queste ultime verifiche dal Comune e pertanto potrebbe capitare che chi ha comprato un terreno, apparentemente non gravato da usi civici, di fatto lo era ed ora, dovrà preoccuparsi di togliersi di dosso questo antico vincolo se non vorrà rischiare di vedersi annullare l'atto di acquisizione del bene. E questo vale anche per chi ha ricevuto beni in locazione soggetti agli usi civici, vedi ad esempio alcune delle numerose baite comunali in alta valle.
Il sindaco Mauro Valentini dice che «tutti i comuni lo stanno facendo, alcuni lo hanno già fatto, noi lo abbiamo fatto ora e qualcuno lo deve ancora fare. Adesso, questo accertamento demaniale, lo abbiamo passato in Consiglio Comunale dopodiché verrà trasmesso in Regione e ci appoggeremo a chi ci ha fatto lo studio per capire come saranno le procedure future. Comunque dovremo valutare bene i vari sgravi da farsi dove ci sono gli usi civici».
Ma cosa sono di fatto questi Usi Civici?
Sono diritti di origine medievale che spettano alla popolazione locale per soddisfare bisogni essenziali di vita. Vale a dire: portare al pascolo il bestiame; raccogliere la legna per riscaldarsi e per cucinare; seminare campi e raccogliere i prodotti; raccogliere erbe e foglie secche per la lettiera del bestiame ma anche delle persone ed in alcuni casi specifici anche cacciare e pescare. Solitamente il vincolo grava su terreni comunali, ma non è raro trovarlo anche su proprietà private e spesso, il proprietario non lo sa.
L'argomento è talmente importante e complicato, che ritorneremo a parlarne presto.
Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

