In più occasioni si è osservata la quantità esagerata di vetri inseriti costantemente negli appositi cassonetti e quando questi sono pieni, i vuoti vengono buttati alla rinfusa nello spazio intorno. E che vuoti sono? In maggioranza, bottiglie di vino, birra, alcolici anche costosi…
E la plastica! Sarà capitato a tutti di vedere l’enorme quantità di plastica, dentro e fuori i cassonetti, compreso le infinite bottiglie di acqua minerale che pochissimi riducono di volume, accartocciandole su se stesse e richiudendo il tappo per non farle riespandere. Gli involucri plastici per alimenti, buttati nel bidone della plastica e lattine, con ancora abbondanti residui di cibo, senza differenziare. Noi occidentali non ci facciamo mancare niente e quindi anziché comprare una confezione piccola, preferiamo prendere quella più grande che poi, per il più delle volte, avanziamo cibo. E così si buttano via tonnellate di alimenti che sfamerebbero tutti i bambini della terra.

Poi ci sono i cassonetti della carta e cartone che sono subito pieni perché la gente non ha tempo di ridurre il volume degli scatoloni in semplici fogli da inserire ben accatastati nei bidoni. Per non dire che trovi a volte, sistemando il contenuto dei cassonetti, anche le cartine dei sentieri che tu regali agli ospiti, al momento del check-in, spiegando, con estrema precisione, tutti i dettagli circa itinerari e percorsi che si possono fare in valle Bognanco. E, vedendo le cartine nella spazzatura, ti rendi conto di aver sprecato prezioso materiale promozionale.

E che dire del bidoncino dell’organico o dell’umido, con abbinato il sacco di plastica speciale e biodegradabile, che viene riempito di cibo scartato, tanto da romperlo appena lo sollevi, causando non pochi problemi alla gestione e pulizia dell’area ecologica. Ma la più eclatante della raccolta, è quella indifferenziata o non riciclabile come la si vuol chiamare, che per gli stranieri è una cosa davvero poco comprensibile e che noi cerchiamo di spiegare al meglio: “Ecco signori, il vetro va depositato qui…la plastica e lattine la… qui carta e cartone, … e qui l’umido…”.

E quindi ti chiedono: “Ma nell’indifferenziato cosa devo mettere?”
“Tutto il resto”, rispondo, notando nella persona che mi ha posto la domanda un senso di comprensibile smarrimento.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO