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Festa del Ringraziamento
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BOGNANCO


Rita Giovangrandi e Florindo BorriDomenica scorsa a San Lorenzo, in un clima decisamente autunnale, la festa del Ringraziamento.
Un evento all’insegna delle cose buone di montagna.

In piazza, già dalle prime ore del mattino, le bancarelle dell’artigianato  e dei prodotti locali, come le  favolose forme di formaggio del Monscera, l’Alpe più rinomato e conosciuto della valle Bognanco, della ditta Marina Della Piazza. Ma sulla piazza, un altro produttore di formaggio locale incuriosiva la gente. Florindo Borri, classe 1928. Vestito a festa e perfettamente sbarbato, presentava, con la moglie Rita Giovangrandi (78 anni) e la figlia Maria Grazia, le svariate qualità di formaggi prodotti in alta valle.

Tutta l’estate ha seguito il figlio Mario, titolare dell’azienda, con il bestiame. Sessanta capi, di cui quaranta da latte e tutti i giorni, la stessa storia.

Come è andata quest’anno all’alpe? Chiedo a Florindo.
«Mah… a pensi che u sia l’ultim an… A sum gnù vecc..» Che tradotto dal musicale dialetto di Florindo significa: ( mah… penso che sia l’ultimo anno. Sono diventato vecchio)

Dove siete stato… in quale alpe?
« A girum… - mi risponde togliendosi  dalla bocca l’ormai minuscola sigaretta che si è fatto da solo – a partum da Dom i prim da giugn e nem al Luzzac (1150 m. s.l.m.); dopo a nem al Forn e su alla Pezzalunga (1250 m. s.l.m.) e dopo ancò a Garriun (1700 m. s.l.m.) e Saudera (1900 m. s.l.m.) e peu a tornum indrè in ti stes post, par fa mangià tut la pastura. A stem in gir pai alp da Bugnanc fign a nuvembar e dopo a turnum  al pian. Tuti i an la stessa storia (Giriamo… Partiamo da Domodossola i primi di giugno ed andiamo a Luzzac; dopo andiamo al Forno e su alla Pezzalunga e dopo ancora a Garrione e Saudera e poi ritorniamo indietro negli stessi posti, per  fare mangiare tutta l’erba. Stiamo in giro per gli alpeggi di Bognanco fino a novembre e dopo ritorniamo al piano. Tutti gli anni la stessa storia)

Il formaggioUna vita dura.
«Beh! Certo… u piou, u fa frecc, dul dì, e la nocc… I bestin, u toca fag a drée. U ghè mai un dì da festa e a sum mai nacc in feri. Dala matin bun’ ura, fign quasi a mezzanocc. Tuti i dì (Beh! Certo…piove, fa freddo, durante il giorno, e la notte… Le bestie, bisogna curarle. Non c’è mai un giorno di festa e non sono mai andato in ferie. Dalla mattina alla buon’ora, fino quasi a mezzanotte. Tutti i giorni) ».

E tutte queste ore, per che cosa?
«A munsgium ancò a man;  matina e sera. A fem quatar form ad furmacc al dì e peu u ghé da fa pulizia in ti stall, spantigà fò ul rus in ti prai… (Mungiamo ancora  a mano; mattina e sera. Facciamo quattro forme di formaggio al giorno e poi c’è da fare pulizia nelle stalle e spargere il letame nei prati)».

In quanti siete impegnati?
« Al’Alp a sem in trii; mi, ul Mario  (titolare dell’azienda agricola) e ul Tarcisio. A Dom u ghé la mè femna e gli altar fieui: Giuseppe, Maria Grazia e Giancarlo (All’Alpe siamo in tre; io, Mario e Tarcisio. A Domodossola c’è mia moglie e gli altri figli: Giuseppe, Maria Grazia e Giancarlo)».

E cosa si fa a Domodossola?
« Un sac ad lavor. A ghem la campagna e u ghé da preparà tut  ul fegn par i bestin d’invern ( Un sacco di lavoro. Abbiamo la campagna e c’è da preparare tutto il fieno per le bestie in inverno)».

Inalpate in diversi posti e quindi i vostri formaggi, sono di diversi tipi?
« Sicur, ogni post u gà la so erba ed anca i furmacc in mia listess ( Sicuro, ogni posto c’è la sua erba ed anche i formaggi non sono uguali)».

Maria Grazia Borri al banchetto dei formaggiA corollario di  questa  breve intervista al più anziano casaro della valle, presente alla festa del Ringraziamento, una breve riflessione sui sapori di questo “oro” bognanchese che domenica, in piazza è andato letteralmente a ruba. Moltissimi lo hanno acquistato e portato a casa come una vera reliquia, assieme alle mele, al miele ed  agli altri prodotti della terra.

Una terra amica, disponibile e sempre pronta  a regalare i suoi frutti. Ecco perché bisogna ringraziarla - nell'idea degli organizzatori della manifestazione - ed ecco perché la festa del Ringraziamento. Per non mancare di rispetto alla terra ed ai pochi che hanno ancora la passione e voglia di lavorarla.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO