L’azienda agricola Della Piazza su Rete 4

Sorpresa e sorrisi giovedì scorso al vedere su Rete 4 di Mediaset, nel programma “Ricette all’italiana”, il capoluogo ossolano con i suoi gioielli attorno. Uno di questi gioielli, presentati, è stata l’azienda agricola Della Piazza di Cosasca con le sue vacche ed il famoso e prezioso formaggio prodotto.

 
A presentare l’attività in televisione, due disinvolti ragazzi; Jodi Maccagno e Margherita i quali, dopo una panoramica sulla stalla, evidenziando il tipo di foraggio e le razze delle vacche presenti, hanno accompagnato la conduttrice, con l’intera troup televisiva, all’interno del laboratorio per mostrare ai telespettatori come viene lavorato il latte nella produzione del formaggio nostrano.
 
«Ne produciamo circa tre mila forme all’anno – ha detto Jodi Maccagno – qui al piano (Cosasca di Trontano ndr) e circa 900 su all’alpe Monscera in alta valle Bognanco e tutto può essere acquistato anche direttamente qui nel nostro negozio di Cosasca in via Quarata n. 16».
 
Pochi minuti di meritata gloria, nel cuore della val d’Ossola, per esaltare un prodotto di eccellenza come è il formaggio della azienda agricola Della Piazza, prodotto a Cosasca di Trontano e sui pascoli dell’alta valle Bognanco. Due specialità del territorio ossolano, legate da un unica passione; l’amore per le cose buone di montagna.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

Una famiglia di suonatori

Al vederli suonare, non si direbbe; uno di qui, l’altro di là…ognuno al suo posto, ma separati, come se non si conoscessero nemmeno. Poi ti rendi conto che si conoscono; eccome! Fanno addirittura parte di una sola famiglia. Stiamo parlando di Elena Della Bianca, Maurizio Tettoni e la loro figlia Irene.
 
Elena, suona il sax, Maurizio il clarinetto e la piccola Irene con i suoi appena dieci anni, suona il trombone a tiro.. Ma c’è di più, mamma Elena ci fa sapere che c’è anche la seconda figlia che adora la musica ed è Alice di soli sette anni, impegnata a frequentare lezioni di percussioni e che ben presto sarà anche lei nelle file della banda.
 
Sì, ma quale?
 
Già non lo abbiamo ancora detto; qui le cose sono intrecciate.
 
Pensate un po’: Elena è originaria della valle Bognanco ed ovviamente suona nella banda del suo paese. Maurizio è della valle Anzasca e quindi? Suona nella banda di Bannio. Ma poi questi due ragazzi, appassionati di musica, si sposano e vanno ad abitare a Baceno. E allora?

Birrificio di Bognanco alla Fiera dell’Artigianato di Milano

Molti visitatori alla Fiera dell’Artigianato di Milano, aperta dal 30 novembre all’8 dicembre, si sono incuriositi al vedere che con il nome di BOGNANCO, non si proponeva acqua minerale, ma BIRRA!

Lo stand in posizione favorevole ad angolo nell’ampio spazio riservato al Piemonte, spiccava infatti la scritta BOGNANCO BIRRA ARTIGIANALE. E quindi, tutti quelli che il nome Bognanco ricordava le cure e le miracolose acque della salute chiedevano: “Ma a Bognanco, non si vende più l’acqua?”

«Ma certo che sì. Ma non qui in Fiera. In questo stand – spiegava ogni volta Dmitri Skhrunin, titolare del birrificio di Bognanco – proponiamo questa birra artigianale prodotta con acqua sorgente delle alpi».

Sarà la globalizzazione, sarà che il mondo sta cambiando, fatto è che a Bognanco dallo scorso anno si produce anche birra ed a metterci il timbro è un russo. Undici tipologie di birra, con diverse caratteristiche e con etichette che riportano svariate località della valle Bognanco, stanno piano piano espandendosi in un mercato che non conosce confini ed a beneficiarne è sempre la piccola ed incredibile valle Boganco!

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

Banda e corale, una storia secolare

Una bella giornata di sole invernale, ha accompagnato la festa della Corale e della banda del paese. In molti hanno salutato l’ingresso festoso in piazza del Corpo Musicale ed altrettanti hanno ascoltato la Corale in chiesa durante la messa, ma ancor di più sono stati coloro che si sono uniti, a coristi e musicanti, al pranzo svoltosi presso il ristorante La Diligenza di Domodossola.

Una partecipazione massiccia, basata sulla solidarietà verso chi, da 109 anni, mantiene con il paese un legame stretto di storia e di musica.

Lo abbiamo già scritto, ma vale la pena di ricordarlo; in valle, questa festa di musica, è nata nel 1910 dalla volontà di Don Santino Locatelli, parroco di Bognanco e che ne fu direttore fino al 1912. A seguire il sacerdote, nel dirigere il Corpo Musicale, si presentò il giovane Giuseppino Pellanda di San Lorenzo che mantenne l’incarico di maestro fino al 1966.

A sostituirlo, il proprio figlio Giancarlo che mantenne questo ruolo fino al 2007, anno in cui, per la prima volta entrò a dirigere la banda una donna; Cinzia Rampoldi. Dal 1910 ad oggi, la banda di Bognanco, ha avuto quindi solo quattro maestri e tutti residenti in valle.

La Corale, ha una storia ancor più antica perché nacque nel 1905, ovvero 114 anni fa, sempre grazie al suo fondatore don Santino Locatelli.

Nevicate

nevicate thNon nevica più come una volta. Balle!

Novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile… sono i mesi quando a Domodossola può nevicare e non sarebbe una novità veder nevicare, nelle vallate, nemmeno a maggio o a fine ottobre. Sei, sette, otto mesi all’anno sotto la neve, proprio come una volta, proprio come ci raccontano gli anziani di quando erano piccoli e di quando – a detta loro - nevicava sul serio.

Abbiamo sentito alcuni bognanchesi con la memoria di ferro…

Mucche

alpigiani Borri thE la prima neve è arrivata fin giù in paese.

In Tv i soliti allarmi: per il clima che sta cambiando, il surriscaldamento, i ghiacciai che si sciolgono, ma poi, quando è ora la neve arriva; come sempre. C’è chi si organizza montando le gomme invernali alla propria auto e chi fa il carico di legna o pellet e c’è chi, porta le mucche al piano.

Già, al pelo, la settimana scorsa, poco prima della nevicata, Mario Borri, titolare della omonima azienda agricola, saggiamente, si è incamminato sulla strada con le sue bestie per portarle al sicuro giù al piano.

«Eh sì, d’altronde su in valle le mucche non avevano più niente da mangiare, mentre qui a Domo l’erba è ancora verde e alta ».

Quindi adesso che è sceso è più tranquillo?

 

«Direi di sì e speriamo che faccia bello questi giorni di novembre e dicembre».

Ogni inizio estate, la famiglia Borri, da Domodossola, sale con tutte le bestie in valle Bognanco e dopo un breve periodo a Luzzac, a 1200 metri s.l.m. si sposta all’Alpe Garrione alle pendici della cima Camughera (2200 m. s.l.m.).

Come è andata quest’anno su in montagna?

«Tutto sommato, abbastanza bene. Abbiamo tribolato un po’ all’inizio, ma poi il tempo fortunatamente si è messo al bello. Ho avuto un solo incidente quando, nella fretta di svoltare delle mucche, ho fatto un salto e ho preso una storta al piede».

Miscellaneo

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