Invasione di cervi

In due mesi, costretti a restare a casa, i bognanchesi, che han la fama di essere gran lavoratori, grazie anche alle belle giornate di questa quarantena, si sono adoperati a sistemar giardini e fortificare, con ripari e barriere gli orti, a difesa dall’invasione continua di animali selvatici e per animali selvatici, ci riferiamo principalmente ai cervi.

Ogni primavera, solitamente, questi ungulati, scendono dalle montagne ancora innevate, in cerca di erba fresca ed invadono, senza timori, gli spazi vicino agli abitati. Quest’anno ancora di più.

Non trovando in giro nessuno, visto che le numerose seconde case e le baite in alta valle, sono disabitate a causa dell’emergenza sanitaria, si avvicinano e saltano le recinzioni per raggiungere gli orti privati abbandonati, ma che regalano già qualche fresco germoglio dei prodotti coltivati lo scorso anno e sopravvissuti all’inverno.

La Gomba che fu

Domani è il primo maggio. Quest’anno è una data che non dice molto, ma negli anni sessanta, invece era una data tanto attesa perché era il primo giorno di apertura della Capanna Carmencita all’alpe Gomba. Inaugurata il 22 maggio del 1960, dalla famiglia di Dante Mancini, quando ancora non c’era la strada carrozzabile, rimase aperta fino all’inizio degli anni novanta, regalando accoglienza, ristoro e allegria ai molti frequentatori della valle Bognanco. La Gomba, seppur un piccolo altipiano, è l’unico posto dove si è trovato un pianetto sufficiente per realizzare un campo di calcio e da sempre in questo luogo, si è svolta la festa che apre l’estate. Quante volte a scivolare col sedere sulla grossa pietra proprio davanti alla Carmencita. Tutti ricordano ancora il profumo del caffè, la musica e le grida dei bambini che correvano e giocavano nel prato con l’erba tenuta sempre corta anche grazie alle mucche di Secondina.

Consiglio comunale e covid19

Giovedì scorso, nella sala consigliare del centro Guido Prada, si è tenuto il Consiglio Comunale in seduta ordinaria «Il Consiglio era chiuso al pubblico – ha detto il sindaco Mauro Valentini – e abbiamo posizionato i tavoli ben distanziati nell’ampio salone a disposizione per mantenere le distanze previste dal Decreto. L’unico assente giustificato, è stato il capo gruppo di minoranza Danilo Failla.

All’ordine del giorno l’adeguamento ISTAT degli importi relativi agli oneri di Urbanizzazione e costo di costruzione, fissati nel lontano aprile del 1983. Al secondo punto è stato discusso ed approvato il piano delle alienazioni immobiliari nel 2020 che riguardano la vendita degli appartamenti comunali nella ex scuola in frazione Campeglio per un importo di 240 mila euro ed il saldo della vendita ex albergo Milano per un importo di euro 99.500,00. L’intero importo in entrata (339.000,00) sarà destinato per interventi su patrimonio comunale. Il bilancio di previsione, è stato approvato con un pareggio pari a euro 1.770.704,92. Approvata anche la variazione di bilancio, riguardante unicamente i buoni spesa destinati alle persone in difficoltà a seguito dell’emergenza Coronavirus».

Infermiera ai tempi del corona virus

Con l’esplosione nella centrale nucleare di Cernobyl, sono stati i pompieri a pagare per primi il conto, con i loro decessi a causa delle radiazioni subite dopo i primi tempestivi interventi nel tentativo di spegnere l’incendio. Con il Coronavirus, il conto, dopo gli anziani, lo stanno pagando principalmente i medici e gli infermieri, impegnati ad assistere i pazienti contagiati dal virus.

Un pomeriggio della scorsa settimana, usciva dal parcheggio dell’ospedale di Domodossola, una macchina bianca. Mi son trovato rincasando a seguirla, perché mi precedeva sulla mia stessa strada ed ha imboccato la valle Bognanco.

Ho riconosciuto l’infermiera Danila Guida che, terminato il suo turno di lavoro, se ne ritornava a casa. Ho incrociato il suo sguardo nello specchietto retrovisore e ci siamo scambiati un saluto con la mano. Prima di scendere dalle vetture, ci siamo affiancati e con i finestrini abbassati, ci siamo scambiati due parole. Come sta? Le ho chiesto.

«Bene, ma la sensazione che più mi assale, è la paura. Paura di affrontare una cosa che ancora non sappiamo dove ci porterà. L’unica sicurezza è la nostra professionalità».

Domenica di Pasqua

Il silenzio nella valle, la domenica di Pasqua era spettrale. Nemmeno gli uccelli cantavano. I cani non avevano nessun motivo per abbaiare. Nessuno in giro, nessun rumore. Solo le nove campane della chiesa di San Lorenzo, hanno rotto il silenzio suonando solennemente a festa. Come ogni anno, da quando, nel 1928, vennero collaudate.

Quest’anno, a Pasqua, la chiesa, seppure aperta regolarmente, rimase miseramente vuota. La gente è rimasta a casa. Nemmeno i morti hanno avuto il rito che da sempre li onora. Nessuno ha accompagnato al cimitero Alina Valentini, vedova Biancossi, deceduta la settimana scorsa. Niente annunci, niente funerale, niente botti delle campane, niente di niente. Le morti sono silenziose in questo tempo di Coronavirus.

La domenica di Pasqua, tutti alle finestre e sui balconi di casa, a sentire il concerto del campanile e scambiare (da lontano) con i vicini gli auguri.

Molto graditi i dolci offerti dal Team Race La Veia, in collaborazione con la pasticceria Doria di Domodossola e distribuiti in tutte le frazioni della valle, grazie ai volontari della Protezione Civile A.N.A.

Lorenzo Croppi

Come dicevamo la settimana scorsa, sono in molti quelli che hanno voluto ricordare Renzo Croppi. Una persona, molto conosciuta ed apprezzata in tutta l'Ossola.
«Sì, è stato un maestro - ribadisce Riccardo Maccagno, comandate della Polizia Provinciale - amava la compagnia, far festa, era amico di tutti ma sapeva far selezione delle amicizie senza mai trascendere. Il mondo venatorio dovrebbe essergli grato perché è anche grazie al suo impegno che oggi si può disporre di un buon patrimonio faunistico.

Riassumere la sua vita, la sua personalità in poche righe è difficile e riduttivo.

Lo ringrazio per avermi insegnato a conoscere il nostro territorio, forse nessuno come lui conosce queste montagne».

Miscellaneo

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