Matteo Paglino è partito in bicicletta per Capo Nord

Matteo Paglino, 33 anni, consulente patrimoniale in Svizzera ed attualmente operativo con lo smart working nella sua abitazione di Bognanco, dove il primo agosto è partito in bicicletta per Capo Nord.

In venti giorni, pedalando per 4115 km ha raggiunto il punto più a nord dell’Europa.

Lo abbiamo incontrato, nella sua abitazione e chiesto una cosa molto semplice:

E’ stata dura?

«Credevo peggio. Ho pedalato per venti giorni, 10-12 ore al giorno e fatto una media di 25 km/orari».

Il momento più difficile?

«Mah, forse in Repubblica Ceka, quando mi son fatto più di cento chilometri sotto un diluvio tremendo».

…e quello più divertente?

«Strade belle quasi ovunque e tanto, tanto tempo per pensare…»

Dove hai avuto più paura?

Rifugio San Bernardo

Il Rifugio di San Bernardo (1628 m.s.l.m.), cambia proprietario. Nato come semplice ristoro per volere di Franco Vescio che lo ha gestito fino al 2005, è stato il primo punto di accoglienza dell’alta valle Bognanco. Trasformato poi in rifugio, è stato via via arricchito di servizi, fra i quali anche l’accessibilità ai diversamente abili, rendendolo più confortevole ai numerosi frequentatori ed in particolar modo, trovandosi sul sentiero GTA, agli stranieri.

Determinante è stato il suo supporto nel 1995 quando venne utilizzato come posto tappa del CAMMINA ITALIA i cui partecipanti, provenienti da Antrona Piana, vi hanno sostato prima di proseguire per Varzo. Dal 2005 Franco Vescio lo ha dato in gestione e poiché due anni fa è improvvisamente mancato, la vedova Raffaela Crespi, esaudendo quella che già era la volontà del marito, lo ha ceduto.

In montagna si sta bene

Le baite della valle Bognanco, hanno avuto le finestre aperte quasi tutta l’estate e molti hanno affittato appartamenti e seconde case che da tempo erano rimaste chiuse. Per non parlare poi, delle lunghe code di auto che ogni fine settimana, specialmente con il bel tempo, procedevano verso l’alta valle alla ricerca di zone tranquille ed incontaminate.

Come se il virus, da bravo, se ne rimaneva ad aspettare paziente in città.

Nei fine settimana, gli assembramenti si spostavano, dalle vie e dalle piazze centralissime delle metropoli, ci si trovava lassù, in montagna, convinti che il virus non avesse seguito nessuno e se ne fosse rimasto buono buono aggrappato alle più carnose ed appetitose zone degli affollati centri urbani.

Le seconde case nella valle della salute

Più che un investimento economico, un progetto di relax e benessere.

L’ultimo fine settimana di agosto non è stato bellissimo; sabato e domenica, pioggia e nebbioni come d’autunno.

Perfetto! Meno dispiacere, a lasciare, finite le ferie, la valle Bognanco. Meno tristezza nel chiudere le case vacanza e ritornare al lavoro.

Ma chi sono questi proprietari delle seconde case in valle Bognanco?

Ne abbiamo sentito qualcuno, solo per cogliere qua e là alcune impressioni. La prima che abbiamo incontrato è stata Elisa Contardi di Casteggio in provincia di Pavia che giura di frequentare la valle da 42 anni, sebbene lei di anni ne ha solo 41…«Proprio così, perché venni qui per la prima volta quando ancora ero nel grembo materno ed è forse proprio lì che è nato il mio amore per questa valle. Qualche anno fa, ho acquistato casa qui alle Fonti, non certo per un investimento economico, ma bensì per un traguardo affettivo ed ora posso dire di sentirmi davvero un po’ bognanchese. Il Covid, mi ha tenuta lontana per più di tre mesi e abitando in Lombardia, la regione più colpita dal virus, al mio arrivo, temevo di non essere ben vista ed invece l’accoglienza è stata quella di sempre; calorosa e sincera. Mi è piaciuto sentirmi libera di camminare sui sentieri e non mi è pesato indossare la mascherina entrando nei rifugi o nei locali aperti della valle; lo facevano tutti. E’ stata una bella estate ed ho visto diverse case aperte. Speriamo che sia un punto di partenza per ripopolare la valle. A Bognanco non manca nulla. Se piove ci sono le terme e quando ci si sveglia con il sole, zaino in spalla e si parte».

Storia

Oggi alla Corte Gianoli (1650 m.s.l.m.), non ci arriva e non ci passa più nessuno. Baite crollate, pascoli mangiati dalla vegetazione e sentieri abbandonati. Siamo sul versante nord del Pizzo Montalto (2705 m.s.l.m.), dove nell’estate del 1958, Clementin Casetti e sua figlia Carolina tenevano all’alpe una ventina di mucche. Ad aiutarli un ragazzino, Antonio Ferretti detto anche Nino, di appena 12 anni e Pin, un cane pastore fedele ed ubbidiente.

Il vecchio Casetti e sua figlia, entrambi storni come due campane, erano sempre affaccendati nella casera e quando arrivava mezzogiorno, stendevano un panno bianco sul tetto per avvisare che il pranzo era pronto.

Quel giorno di metà agosto, Antonio, visto il segnale, si avviò di corsa in direzione della casera, seguito dal fedelissimo Pin, ma il richiamo, non fu quello dell’ora di pranzo, bensì della notizia che Luigi, detto anche Gigi, il fratello di Antonio, era venuto su all’alpe per una visita. Gioia immensa comunque per il piccolo Nino, considerato anche che in quell’alpeggio sperduto, di rado ci passava qualcuno.

Feste post Covid

Per tutti quelli che, in questa pazza estate frequentano la valle Bognanco, informiamo che non si va solo a piedi. Bognanco propone il noleggio delle E-bike e quest’anno, si trovano presso il ristorante Da Cecilia a Graniga e sono in molti quelli che vogliono provare la soddisfazione di fare un giro in alta valle, in bici, senza troppa fatica. Provare per credere.

Si può partire da Graniga (1100 m.s.l.m.) e salire fino su in alto, con la pedalata assistita, toccando tutti e tre i rifugi, nella splendida conca del Monscera, compreso il Gattascosa che si trova a 2000 metri s.l.m..

Occorre semplicemente prenotare al numero di telefono 328 324 99 60 e si parte.

E per quelli che non vogliono pedalare, Bognanco offre esperienze rilassanti con la riapertura, per il momento solo nei fine settimana, del centro Òniro e della piscina all’interno del parco termale. Gli orari sono dalle ore 10, alle 18 ed anche qui, è obbligatoria la prenotazione (0324 234 137, oppure 334 39 27 668) con l’avviso alle famiglie, che i bambini fino ai 10 anni, devono essere accompagnati.

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