Foto d'epoca

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La prima cosa che salta all’occhio in questa fotografia, è la macchina; molto probabilmente una Alfa Romeo decapottabile degli anni venti, ma ci potrebbe essere fra i lettori, qualche appassionato ed esperto che saprà riconoscere esattamente il modello.

Poi seguono i particolari. Questa è la piazza di San Lorenzo, pavimentata con blocchetti di pietra, in un pomeriggio di fine estate, quando il sole è ancora alto. L’auto ha la guida a destra e l’uomo a bordo è Carlo Pianzola, autista della famiglia del geometra Francesco Musso, famoso in quei tempi per aver progettato e seguito importanti opere a Bognanco Fonti.

Dalla vecchia strada pedonale sta scendendo un militare con la valigia, in forza nella caserma della milizia che si trovava dietro alla chiesa parrocchiale e che molto probabilmente se ne andava a casa per un breve periodo di licenza. Lo segue un altro militare con le mani in tasca, forse un semplice commilitone che lo accompagna.

Centro salute

Il sole ha ricominciato ad illuminare (e riscaldare) Bognanco Fonti e seppur il calendario dice che siamo ancora in pieno inverno, per i bognanchesi è già primavera e fra i bognanchesi, possiamo includere anche la famiglia Shkrunin che da più di un anno è residente in valle con idee e fatti rivolti a progetti concreti finalizzati a confermare Bognanco un centro di salute.

Abbiamo incontrato il signor Dmitri per capire meglio quali sono i suoi progetti e, seduti al caldo sole di questo mese di febbraio sul terrazzo del bar-ristorante Croce Bianca (in questo periodo chiuso per ferie), si è parlato del futuro imminente di Bognanco.

«Vorrei aprire – ha detto Dmitri – nel mese di marzo, il centro salute, ricavato nei locali dell’ex albergo Mirafiori.

Una struttura questa, impostata per riconfermare Bognanco uno speciale luogo di benessere, relax e di bellezza, dove ci saranno reparti di estetista, cosmetica e ginnastica riabilitativa con metodi innovativi basati su principi chiave dello yoga, della danza, del nuoto e delle arti marziali».

Quindi, indicato a tutti?

Grande albergo Fonti & Milano

Ormai sono due anni che il comune ha venduto, davanti al notaio, l’ex grande albergo Fonti & Milano e ancora non si vede alcun movimento.

Per saperne di più, abbiamo chiesto al sindaco Mauro Valentini come è la situazione e la risposta è stata: «Ho incontrato proprio la settimana scorsa qui in valle il signor David uno dei rappresentanti della società che ha firmato l’atto notarile ed abbiamo chiarito un po’ di cose».

Quali?

«Diverse e fra le quali, l’impegno ad effettuare tutti gli adempimenti previsti nell’atto notarile, nel giro di poco tempo».

Perché non l’avevano fatto prima, sembra di ricordare che la data ultima era il 14 febbraio 2018?

«Preferirei non parlare dei fatti precedenti».

Ma adesso, la proprietà dell’albergo, di chi è?

Rifiuti fuori dagli spazi

E’ già capitato più volte che qualche bognanchese viene sorpreso a buttare, nelle aree ecologiche e per intenderci meglio, negli spazi dove ci sono i bidoni immondizia, rifiuti in modo non corretto. E non sono sorprese senza conseguenze. Chi viene beccato a depositare rifiuti fuori dagli spazi, o ingombranti non autorizzati, rischia una multa di 600 euro ed in molti hanno già pagato.

Succede che gli organi di vigilanza (carabinieri, forestali, polizia, ecc…) posizionano telecamere negli spazi di raccolta dei rifiuti ed è facile individuare chi commette azioni illegali. In valle non esiste un luogo dove si può buttare di tutto. I bidoni servono per la raccolta differenziata ed almeno due volte l’anno, vengono organizzate aree per la raccolta dei rifiuti ingombranti. Di più, se durante l’anno emergono delle urgenze, si può contattare il comune per smaltire ogni tipo di rifiuto.

Curioso il fatto che molti di questi sopresi a buttare disordinatamente i rifiuti, sono residenti a Domodossola. Vengono in valle, anche di notte, pensando di farla franca ed invece pagano caro il loro gesto incivile. A volte si notano, scaricati sul ciglio strada a pochi chilometri dalla città, vecchi materassi, elettrodomestici rotti, scarti di demolizioni, piastrelle, plastica… Una vera discarica a cielo aperto. Un comportamento che non identifica certo un paese civile e che danneggia l’intero territorio. La società è organizzata per evitare queste brutte abitudini, bisogna rispettare le regole.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

La vita di Severino Croppi ed Edvige Pesenti

“Addio monti sorgenti da l’acque… per la famiglia Croppi Severino che ben in nove sono partiti alla volta dell’America del nord a raggiungere la figlia Sandra colà già residente. In America dovranno fare ancora cinquemila chilometri prima di raggiungere la base. Commovente tributo di saluti alla sera prima della partenza da Messasca: le bucaline piene di vino giravano fra sorrisi e lacrime… Auguri di buon viaggio ed arrivederci per sempre perché di quella famiglia, io credo, nessuno ancora ritornerà a rivedere la chiesa antica ed il paese che sta morendo.”

Don Remigio Biancossi, parroco e corrispondente da Bognanco, scriveva così sul Popolo dell’Ossola del 3 febbraio 1956, dopo che Severino Croppi ed Edvige Pesenti lasciarono la frazione di Pioi con sette dei loro nove figli: Maria di anni 21, Pietro di anni 20, Romano 16, Bernardino 15, Alberto 13, Tarcisio 11 e Maurizio, il più piccolo, di anni 7. La figlia maggiore, Sandra (classe 1928) era in America già da un pezzo con la zia Angiolina. Giuseppe e Angelo, i due figli maggiori, che avevano rispettivamente 26 e 24 anni e già pronti per il matrimonio, rimasero in Italia.

Neve cercasi

I vecchi, lo avevano detto; “Ul dì da Santa Bibiana (2 dicembre ndr) quaranta dì e ‘na smana” (il giorno di Santa Bibiana, quaranta giorni e una settimana…). Me lo ero segnato; il 2 dicembre, dalle nostre parti c’era una temperatura sopra lo zero, cielo velato, leggero vento e tempo asciutto ed i quaranta giorni più una settimana scadranno fra poco. Quindi, secondo i pronostici dei nostri vecchi, nessuna seria precipitazione per ancora qualche giorno e poi?

Poi staremo a vedere perché mezzo mondo vorrebbe che continuasse così; senza neve e fra questi troviamo gli anziani che hanno difficoltà a camminare. Gli autisti che, con le strade senza neve, per loro è più semplice e meno pericoloso andare in giro… Anche le ditte che si sono aggiudicate gli appalti sgombero neve fa comodo questa situazione. L’altra metà invece la chiede, la implora e qui ci sono coloro che praticano lo sci in generale o che piace frequentare luoghi innevati. Anche le aziende che gestiscono o sono proprietarie di impianti invernali chiedono la neve; commercianti, albergatori, ristoratori, rifugisti… Ecco, in valle Bognanco, albergatori e rifugisti, aspettano la neve, ma anche i proprietari delle seconde case; quelli che amano andare con le ciaspole, con gli sci di alpinismo. Insomma, in valle, sono molti di più quelli che vogliono la neve rispetto a quelli contro. Al rifugio San Bernardo ad esempio, non solo aspettano la neve; la implorano. L’intero staff è pronto per dare tutti i servizi legati al mondo innevato e sono impazienti di dimostrare quanto sono bravi.

Miscellaneo

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