Feste post Covid

Per tutti quelli che, in questa pazza estate frequentano la valle Bognanco, informiamo che non si va solo a piedi. Bognanco propone il noleggio delle E-bike e quest’anno, si trovano presso il ristorante Da Cecilia a Graniga e sono in molti quelli che vogliono provare la soddisfazione di fare un giro in alta valle, in bici, senza troppa fatica. Provare per credere.

Si può partire da Graniga (1100 m.s.l.m.) e salire fino su in alto, con la pedalata assistita, toccando tutti e tre i rifugi, nella splendida conca del Monscera, compreso il Gattascosa che si trova a 2000 metri s.l.m..

Occorre semplicemente prenotare al numero di telefono 328 324 99 60 e si parte.

E per quelli che non vogliono pedalare, Bognanco offre esperienze rilassanti con la riapertura, per il momento solo nei fine settimana, del centro Òniro e della piscina all’interno del parco termale. Gli orari sono dalle ore 10, alle 18 ed anche qui, è obbligatoria la prenotazione (0324 234 137, oppure 334 39 27 668) con l’avviso alle famiglie, che i bambini fino ai 10 anni, devono essere accompagnati.

Sentieri e presenze

Ogni fine settimana, tempo permettendo, in valle Bognanco, si registra un vero e proprio assalto da parte di chi vuole godersi una giornata all’aria aperta e, meglio ancora, nei luoghi dove è più facile tenersi lontani dagli assembramenti. La valle Bognanco, sembra fatta apposta per assicurare questo senso di libertà e di apertura, visto che gode di una estensione notevole del territorio, una rete sentieristica invidiabile e strutture ricettive ben distribuite.

Domande al comune

Quando fra cinquant’anni leggeranno questa storia mondiale di contagio, qualcuno potrà pensare che abbiamo scritto cose esagerate ed invece è tutto vero e dopo mesi di restrizioni, decreti, dichiarazioni di esperti regolarmente smontate e rimontate, stiamo cercando di capire cosa si è fatto nel piccolo comune di Bognanco e per avere delle risposte ufficiali, siamo andati direttamente negli uffici comunali con alcune domande:

 

In questo periodo di Covid-19, uno dei settori maggiormente colpiti, è senz’altro quello turistico. In valle, alcuni proprietari, si sono visti chiedere dagli affittuari una riduzione drastica dei canoni di locazione. L’amministrazione comunale, ha pensato a qualche misura per ridurre le tasse o agevolare in qualche modo i proprietari di immobili o i gestori delle strutture turistico ricettive?

«Sì – risponde il sindaco Mauro Valentini - abbiamo reso possibile l’ampliamento o nuovi spazi esterni, quali plateatici delle strutture ricettive e avanzato proposta alle autorità competenti, per far installare tende nelle aree circostanti i rifugi alpini, senza ovviamente aggravio di spesa per gli operatori turistici».

Rifugi ed alberghi, con grandi sacrifici hanno riaperto, il comune, durante questa lunga e incerta primavera, ha incontrato gli operatori turistici per capire quali sono le problematiche più difficili da risolvere?

«Incontri veri e propri non ne abbiamo fatto, anche perché non era possibile, causa il Covid-19, ma abbiamo contattato telefonicamente tutti gli operatori e scambiato opinioni circa i problemi più ricorrenti».

Pastori e bestiame

Dicono i pastori, che il 2020 sarà un anno fantastico… e vien da sorridere a pensare che lo aveva detto anche il premier Conte, prima che arrivasse il Covid-19, ma qui fortunatamente non stiamo parlando di politica, ma dei grandi pascoli dell’alta valle Bognanco e quindi dobbiamo assolutamente credere a questo pensiero positivo. Non è strampalato, o buttato lì per caso, è un pensiero supportato da un erba fantastica e sorgenti abbondanti, dove intere generazioni, hanno vissuto e mantenuto da sempre un enorme patrimonio rurale.

 

In tutta la zona dell’Alpe Dente, Oriaccia, Vallaro e Campo è presente Mirko, con le sue mille cinquecento pecore ed al seguito due cavalli, sette asini ed una trentina di capre.

«Tutto bene –ha detto Mirko – questi alpeggi sono straordinari; c’è acqua in abbondanza e l’erba è bella, speriamo che duri».

Problemi con la presenza dei lupi?

Turismo e covid-19

Domenica scorsa, in molti hanno scelto le vallate ossolane per trascorrere una giornata all’aperto, lontano da supermercati, rischiosi assembramenti e caos urbano. Anche la valle Bognanco è stata molto gettonata, grazie ad una bella giornata di sole e di caldo.
 
Il centro termale a Fonti è ancora chiuso e quindi tutti a camminare lungo i sentieri della valle, alla ricerca di benessere e tranquillità. Una forma spicciola di turismo, in tempo di Coronavirus, che rischia però di far crollare quel poco che si sta facendo instancabilmente per la promozione del territorio.
 
All’alpe San Bernardo, per fare un esempio, uno dei punti più frequentati per la partenza di escursioni, i servizi igienici comunali sono chiusi. «Eh sì… -dice Fabrizio Lorenzi del rifugio - e non c’è nemmeno un cartello che giustifichi questa chiusura. E’ un grosso problema, perché la gente andrà in giro a sporcare nel bosco, oppure tenterà di utilizzare il nostro servizio del rifugio, destinato solo ovviamente ai nostri clienti». Anche all’alpe Gomba i servizi igienici pubblici sono chiusi ed in più hanno chiuso, con tanto di catena e lucchetti, anche il campo di calcio dove l’erba è ormai alta mezzo metro.
 
Qualcuno, non trovando messaggi e giustificazioni, ha aggirato il cancello chiuso ed è entrato da un varco per far ugualmente due tiri di pallone, nell’unica area sportiva del comune, imprecando per le condizioni inaccettabili del campo che da qualche anno, grazie al contratto di collaborazione – oggi scaduto - con i gestori del camping Yoki Palki, aveva un manto erboso perfetto.
 
Il sindaco si giustifica dicendo: «I servizi igienici sono stati chiusi a causa del Covid-19 e così anche il campo di calcio».

Nuovo apiario

Negli anni ottanta, ci fu chi trovò il coraggio – e la passione - per disboscare un’area e realizzare un nuovo apiario in località San Lorenzo. Poi passarono gli anni e questo qualcuno diventò anziano e gli restò solo la passione, non il coraggio non più la forza e quest’area si ricoprì un'altra volta di arbusti, piante, rovi e desolazione.

In questo tempo di coronavirus, c’è chi ha trovato il coraggio – e la passione- per ancora una volta disboscare, pulire e sistemare la stessa area attrezzata per apiario e restituire al territorio uno spazio pulito e destinato alla ripresa. Non solo economica.

Abbiamo incontrato Dario Darioli, artefice di questa nuova ripresa ed è stato un incontro speciale.

«Da bambino – racconta Dario- quando salivamo a Graniga, vedevo quelle cassette colorate delle api all’ingresso di San Lorenzo in un bello spazio sistemato a dovere e per me era sinonimo di vita e di ordine. Poi ho scoperto il dolce sapore del miele ed ho frequentato un corso base per conoscere le api, il loro fantastico mondo e diventare apicoltore per autoconsumo.

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