Lutto

RomanoDarioliI tocchi della campana i bognanchesi li hanno sentiti domenica mattina sul presto e come sempre, quel suono ha fatto  venir  su la pelle d’oca. Quei tocchi sono tremendi, uno, due, tre…. Se ne son contati undici, uno ogni minuto ed il messaggio è stato chiaro, si trattava di un uomo. Poi è arrivata la conferma;  è morto Romano Darioli.

Ottantatre anni vissuti come Dio vuole; Rispettosi, educati, sereni… e si potrebbe continuare all’infinito  con le parole belle ed il sorriso che Romano portava sempre con se. Da un po’ di anni abitava a Mocogna, ai piedi della sua valle che lo ha visto nascere e crescere prima a Graniga con la sua famiglia numerosa e poi  da sposato al Possetto. Da vero montanaro gli piaceva andare sulle cime e a pescare e si guadagnò anche la copertina del libro BOGNANCO IL PAESE DELLE CENTO CASCATE di Paolo Bologna stampato nel 1976, dove lo si vede pescare nelle acque spumeggianti del rio Rabianca. Quante volte lo si incontrava e quante volte si andava insieme a lui sulle montagne. “Ah, che bel…” diceva sempre con gli occhi pieni di soddisfazione in quei brevi istanti che si riposava in piedi, a  guardare l’orizzonte e appoggiato al suo bastone, con la mano tesa sulla fronte per vedere meglio fin giù in fondo alla valle.

Lutto

Giuseppe Darioli“Mio papà è volato in cielo”. Un breve e crudo  messaggio per annunciare che un pilastro è crollato. Un pilastro di nome Giuseppe Darioli figlio di Ernesto e Teresa. Aveva sessantasette anni e seppur aveva ancora tante cose da fare e da finire, non ce l’ha fatta. La malattia lo ha stroncato senza tanti complimenti. Mille idee in testa e tanta voglia di fare, sono volate in cielo con lui.

 “La sua era una frenesia dettata dall’enorme voglia di fare qualcosa di bello per gli altri”. Così lo ricorda la figlia  Emanuela e  uno degli ultimi suoi capolavori è stato senz’altro  l’Ometto di  Monscera, inaugurato a luglio del 2016, che sua mamma Teresa gli aveva sempre detto e pregato di ricostruire lassù dove lei aveva riabbracciato, quello che sarebbe poi diventato suo marito Ernesto al suo ritorno, sano e salvo, dalla guerra. “Amava fare e disfare senza mettersi troppo in mostra – dice Emanuela - e seppur i complimenti lo rendevano felice e soddisfatto, a volte borbottava, ma noi lo abbiamo amato in tutte queste sue sfaccettature. Un mio grande rammarico – prosegue nel suo triste ricordo la figlia -  è  che non potrà mai vedere terminato il progetto che avevamo iniziato insieme su a Vercengio con grigliate e polente davanti alla nuova baita. A lui devo tutto, pietra dopo pietra, mattone dopo mattone e sapere che non potrà vedere il lavoro finito, mi sgomenta. Spero che da lassù mi possa guidare ed indirizzare nelle scelte che ancora devo fare. Non so in quale modo ma… lo farà. E che il mio grazie arrivi fin lassù”.

Una Rigopiano in Ossola?

Verifiche neveQuello che è successo all’hotel Rigopiano sulle montagne del Gran Sasso, può verificarsi anche dalle nostre parti?

“Non mi sembra che in Ossola ci siano situazioni analoghe, ma la cosa più importante è seguire attentamente  i bollettini meteo e l’allerta valanghe”.

A rispondere non è una persona qualsiasi; abbiamo  chiesto un parere a Felice Darioli, per anni capo del Soccorso Alpino della Decima Delegazione e uno dei massimi esperti nivologici del Piemonte.

“Da noi non ci sono strutture ricettive a rischio, ma ci sono rifugi che d’inverno restano chiusi perché  non ci si può arrivare in sicurezza e le valanghe cadono lungo il sentiero di avvicinamento”.

Qualche esempio?

Andamento della popolazione

popolazione di Bognanco thE’ sempre interessante all’inizio di ogni anno,  andare in comune per  rilevare l’andamento della popolazione.

Durante l’anno 2016 in valle si sono registrati: 1 nato; 1 decesso; 5 immigrati  (4 maschi e 1 femmina); 18 emigrati (11 maschi e 7 femmine) con un saldo negativo di 13 persone.

Al 31 dicembre 2016 il comune contava 206 residenti ( 108 maschi e 98 femmine).

Sono numeri preoccupanti, specialmente se li confrontiamo con quelli di qualche anno fa.
Solo per fare un esempio, prendiamo  i dati  al 31 dicembre 2009; i maschi erano 133, le femmine 121 e la popolazione residente era di 254.
Nel 2004 si contavano in valle 283 residenti, e poi se andiamo più lontano scopriamo che nel 2000 la popolazione residente era di 321 unità, nel 1990, 380, nel 1980, 456 e nel 1970, 661.
E per fare un confronto a 50 anni fa, diciamo che al 31 dicembre del 1966 i residenti erano 741.
Vale a dire che in cinquant'anni la  popolazione della valle Bognanco  è passata da 741 unità a 206, perdendo nell'ultimo mezzo secolo ben 535 persone, pari al 72,20%.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

Consiglio comunale

68px Bognanco StemmaNel consiglio comunale di venerdì 20 gennaio, con la presenza  ed i voti dei soli consiglieri di maggioranza, (al  gran completo), si è deliberato la dovuta rettifica dell’atto di donazione dell’ex hotel Fonti e Milano e la conferma della sua alienazione. Ma non erano solo questi i punti da discutere e da approvare.  Nella stessa seduta sono stati approvati anche  i punti che riguardavano:  l’adesione ai Servizi Sociali, una rettifica (urgente) del bilancio 2016-2018 e la sostituzione del  componente nella commissione degli elenchi Giudici Popolari (è uscito Alessio Bellavista ed è entrata  Renata Giacobini).

Lutto

RobertoGnani 001 thDomenica 8 gennaio, è deceduto dopo una lunga malattia all’Ospedale Le Molinette di Torino Roberto Gnani, classe 1961. Dire semplicemente una lunga malattia non rende l’idea delle tribolazioni che si affrontano quando un familiare entra nella spirale della sofferenza. “Aveva problemi renali dice la moglie Alma Tonossi ed era in lista anche per il trapianto di fegato”.

 

Mappe dei sentieri

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