Ul Barlich!

 

BOGNANCO

 

La storia di un nome che sa un po’  di leggenda… UL  BARLICH!

In valle  Bognanco  viveva un certo Enrico Cocco che simpaticamente i bognanchesi chiamavano anche con il nome di “Barlich”.

 Perché?  Direte voi.

A detta di qualcuno,  si chiamava Barlich colui che amava bere molto, ma per i più,  Barlich era il soprannome dato a chi riusciva a camminare e rivoltarsi  nell’aria, saltando di qui e di là, o anche  semplicemente  chi andava in gambe all’aria  come appunto spesso e volentieri faceva   Enrico Cocco. Sono molti  infatti  in valle a ricordarlo  quando  andava  fuori strada con la propria auto o quando semplicemente  andava   a rotoloni  anche quando  camminava.

Strade

 

BOGNANCO

 

La settimana scorsa si è parlato dei  rii e torrenti della val d’Ossola a rischio e che fanno paura. E le strade? Come sono le  strade delle vallate ossolane? Mi sembra che, Statali, Provinciali o comunali che siano,  fanno comunque anche loro,  tutte quante,  un po’ paura e la strada della valle Bognanco non fa eccezioni.

 In proposito abbiamo incontrato la signora  Emma Pianzola vedova Tonossi che ha  vissuto in valle, in località Possetto  per anni, sopportando tragedie familiari immani, proprio a causa della strada provinciale bognanchese.

Emma ha ancora negli occhi la tristezza e la disperazione delle tante tragedie vissute e fra queste: sicuramente due,  tremende,  che a fatica e su mia richiesta, cerca di raccontare…

Festa del ringraziamento

 

BOGNANCO  

Domenica scorsa si è svolta  la Festa del Ringraziamento in valle Bognanco. Tempo brutto e programma ridotto, ma tutto si è svolto nel migliore dei modi. I prodotti della campagna per l’incanto delle offerte c’erano e sono andati a ruba, gli hobbisti avevano esposto sulle loro bancarelle, le loro opere d’arte e i pastori dell’alta valle, hanno presentato le proprie forme di formaggio prodotte, durante l’estate, su negli alti pascoli. La piazza era piena di macchine e con fatica anche un bus, proveniente da Pavia, ha scaricato turisti che volevano essere presenti a questo appuntamento bognanchese d’autunno. Una festa che piace, questa del Ringraziamento, piena di valori e antiche tradizioni. Il gruppo delle donne in costume, che tra l’altro ha  festeggiato il decimo anniversario di costituzione, era in piazza con torte, gentilezze e sorrisi. Nella mattinata, gli ombrelli sono stati chiusi giusto un paio d’ore; il tempo necessario per applaudire la banda del  paese che ha suonato in piazza e dopo, tutti a pranzo nei vari ristoranti convenzionati della valle per la degustazione del menù “antichi sapori”. Una occasione che molti hanno colto con soddisfazione, riscoprendo antiche ricette, con ingredienti naturali della montagna. Ricette povere e semplici forse, ma che un tempo erano la vita di tutti i giorni ed hanno sfamato intere generazioni ossolane.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

Rifugio Alpe Laghetto

 

BOGNANCO 

In Alta Valle Bognanco, sui percorsi che attraversano le Alpi, c’è un rifugio; l’unico del CAI in valle Bognanco, posto  a 2039 metri s.l.m. Si tratta del rifugio Alpe Laghetto, realizzato dalla Sezione CAI di  Somma Lombardo,  sottosezione di Arsago Seprio (VA). L’edificio, di proprietà del comune di Bognanco, è stato inaugurato nel luglio del  1998. E da allora, nei mesi estivi (giugno – settembre), è un punto sicuro per ristorarsi e pernottare, ma la struttura, dispone anche di uno spazio detto “invernale o di emergenza”, dove tutti possono trovare rifugio in qualsiasi periodo dell’anno ed in qualsiasi circostanza, con possibilità di scaldarsi, dormire e prepararsi un pasto caldo. E’ la caratteristica che differenzia le strutture CAI da quelle private; l’accesso libero e garantito. Sempre.

La gestione è affidata a volontari e soci CAI che si alternano nei compiti e nei periodi ( quest'anno circa una quindicina). C’è poi chi è volontario più di altri, come il mitico Giovanni Angeloni, detto anche “il Vichingo” che quest’anno è rimasto al rifugio ininterrottamente  dal 28 giugno al 7 settembre.

100 anni fa

 

BOGNANCO

 

Era la fine di ottobre di  cento anni fa e precisamente il 29 ottobre 1914, quando sei bognanchesi: Leopoldo Bussoni, Pietro Villa, Giuseppe Pera, Lorenzo Giovangrande, Giuseppe Villa e Natale Tonossi , unitamente ad altri tre di Premosello: Francesco Bionda, Ermenegildo Primatesta e Giovanni Chiovenda, vennero travolti ed uccisi da una valanga in Val Varia, sul pendio svizzero al di là del Passo Monscera.

Spalloni, contrabbandieri!  Scrissero i giornali dell’epoca, ma di fatto, erano solo semplici  operai che, terminati i loro lavori (i tre di Premosello lavoravano alla costruzione della nuova caserma della Finanza di San Lorenzo, mentre i sei  bognanchesi con molta probabilità lavoravano nei  boschi ed in questo periodo erano senza lavoro),  decisero di avviarsi in Svizzera per comprare beni alimentari e provviste da portare alle proprie famiglie.

Canyoning

 

BOGNANCO

 

Era il 7 agosto 2010, quando due esperti ed appassionati di torrentismo,  persero  la vita scendendo il rio Variola conosciuto anche come rio  Dagliano ( ul Daian). Appena tre giorni prima dell’inizio del raduno internazionale del Canyoning,  che si tenne proprio in valle Bognanco. Non persero tempo i sindaci di Domodossola e Bognanco  a firmare  immediatamente  una ordinanza di divieto per le pratiche sportive nel tratto del Rio Variola inferiore.

 

Mappe dei sentieri

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