Storie

Rita ValentiniUn pomeriggio a casa di Rita Valentini, classe 1936  a parlare  dei tempi passati. Ho provato a chiederle qualche ricordo sulla festa della donna quando era giovane, ma la sua testa andava di qua e di là… ed il suo sguardo aveva un espressione di dissenso… “Non c’era una volta la festa della donna…” Mi ha detto.

“Non mi ricordo di questa festa, ma mi vengono in mente cose del passato, se vuole ascoltarne qualcuna…”

Perché no? Avanti… l’ascolto con piacere.

“ Abitavo alla Croce con i miei fratelli ed i genitori. Tutti gli anni a inizio estate  salivamo all’alpe con le mucche ed in autunno scendevamo. Ogni anno; il 23 giugno andavamo all’alpe ed il 14 settembre tornavamo giù.  Ritornare  in paese a fine estate  era sempre per noi una grande festa. C’era nell’aria euforia e mi ricordo che un giorno raccolsi da terra i cagalet di crau  (escrementi di capre a forma di tante piccole sfere… ndr) e dissi a mio fratello Pasquale che solitamente ci prendevamo a botte: E’ passato di qua un signore e mi ha dato delle caramelle… se chiudi gli occhi e apri la bocca te ne do una anche a te… Pasquale che, come me,  di caramelle ne mangiava raramente si avvicinò  ingolosito con la bocca aperta e gli occhi chiusi…

Incendio alla Gomba

Nella tarda mattinata di sabato 25 febbraio, un incendio è divampato in località Alpe Gomba (1250 m.s.l.m.). A chiamare immediatamente i Vigili del Fuoco è stato Stefano Vivarelli che abita proprio vicino a dove è partito il fuoco. L’allarme è stato dato anche da Giampaolo Maccagno responsabile del Soccorso Alpino di Bognanco che, in servizio alla stazione di Domobianca aveva, visto il minaccioso  fumo denso salire dalle parti della Gomba, ha subito allertato suo fratello Fabrizio del bar Rossi di San Lorenzo, primo a raggiungere l’alpe e dare aiuto a Stefano che da solo stava cercando di spegnere le fiamme. Dietro agli automezzi dei Vigili, sono subito accorsi anche i proprietari e gestori del Campeggio che fortunatamente non è stato coinvolto dalle fiamme.

Peppino Rovera

Peppino RoveraNella notte fra giovedì 23 e venerdì 24 febbraio  è deceduto a Varese Peppino Rovera di 85 anni. Il suo ricordo nella valle Bognanco è d’obbligo perché non è venuto a mancare uno qualunque; è morto Giuseppe Rovera!

Per gli amici era Peppino, ma per tutti in val Bognanco era il signor Rovera. E quel “signor” non stonava. Gli stava a pennello, come un vestito di gran sartoria. Imprenditore di successo e grande appassionato di funghi, viveva a Varese, ma si era innamorato  di  Bognanco ed il suo è stato un grande  amore vissuto e concreto.

A dimostrarlo i tanti investimenti che ha voluto fare in valle e fra i tanti l’ultimo; quello più in alto di tutti:  il rifugio Il Dosso. Una nuova struttura ricettiva che si è dimostrata un vero  atto d’amore per l’alta valle Bognanco perché certi investimenti, lo sappiamo, non si recuperano tanto facilmente e anche lui lo sapeva, ma ugualmente ha voluto impegnare lì le sue mille risorse per dare una speranza ed un esempio agli altri. Coraggioso nelle sue scelte e saggio nei momenti in cui bisognava  essere cauti. Il suo stile di vita si concretizzava con poche parole e tanti fatti e bastavano  i suoi sguardi  a farti capire che la sua idea era quella vincente.

Soccorso alpino

soccorso alpino logo thE’ un Soccorso che cambia quello della valle Bognanco. A dirlo è  Giampaolo Maccagno, responsabile del Gruppo di Soccorso Alpino bognanchese che ha  sede operativa a San Lorenzo.

In quanti siete a far parte del Soccorso?

“Mi faccia contare… siamo in diciannove e siamo orgogliosi di avere  fra noi  Felice Darioli,  per anni  capo della Decima Delegazione del Soccorso Alpino  e oggi  vice presidente del Soccorso Regionale. Il mio vice è Marco Cocco e molti del nostro gruppo, sono tecnici  esperti per ogni tipo di intervento”.

Esempio?

“ Abbiamo diversi  torrenti dove vengono gli appassionati del Canyoning e ogni tanto ci chiamano per intervenire in forra. Non è una cosa semplice muoversi in quello scenario e quindi abbiamo dovuto specializzarci anche in questo tipo di soccorso che spesso avviene  con l’aggravante dell’oscurità. Il nostro uomo forte per gli interventi in  forra è Walter Cappai e con lui altri cinque del nostro gruppo sono esperti   per affrontare  queste situazioni”.

Quanti interventi fate in un anno?

Tour del Monscera 2017

monscera 2017 thLa più importante sci alpinistica della Provincia si è svolta in alta valle Bognanco domenica 12 febbraio con una organizzazione perfetta da parte  dello sci club locale. La partenza alle 7.30 da San Bernardo (1630 m)  ha visto subito in testa il fortissimo atleta ossolano Damiano Lenzi  che ha raggiunto il terzo lago di Paioni (2300 m) in soli 32 minuti ed è arrivato al traguardo in 2h 28’.18 .  “E’ la prima volta che vengo a fare il Tour del Monscera – ha detto Lenzi – e devo dire che è una bellissima gara. Tutto si può migliorare, ma ripeto qui c’è tutto: salite,  discese, canalini da arrampicare. Bello! Per me è stato proprio un bel allenamento perché fra 10 giorni avrò i campionati del Mondo di sci alpinismo ad Alpago in provincia di Belluno”.  Anche  Cristian Minoggio, vincitore della passata edizione ha la faccia soddisfatta: ” Finalmente una  gara di sci alpinismo! Tracciato bellissimo e organizzazione perfetta”.

Sensazioni

OniroLa scorsa settimana ha nevicato fin giù nel fondo valle e la neve lo sappiamo,  copre e nasconde ogni cosa; bella e brutta che sia. Approfittando  di questa magica atmosfera, risalendo la valle, mi sono spinto all’interno del Parco delle Fonti, attirato da quelle luci che riflesse dalla neve illuminavano a giorno piante e cespugli nella loro veste invernale. Il venerdì sera il centro benessere Oniro  è aperto fino a tardi e trovandomi lì,  mi è venuto  un tremendo bisogno di caldo. In pochi minuti ero già di sotto a rasentare le ampie vetrate che si affacciano sul Bogna con la neve che ricopriva i suoi sassi e l’acqua che scorreva a valle. Il piacere del caldo si  stava concretizzando, ma è diventato sublime quando mi sono immerso nella piscina. Ho condiviso in modo discreto l’acqua calda con alcune persone che alternavano le immersioni in piscina con gli altri servizi del centro benessere. Io volevo solo soddisfare, dopo una giornata di stress e lavoro,  quel piacere di stare al caldo quando fuori la neve sosteneva e diceva  il contrario.