Carnevale 1972

Erano gli anni dei favolosi  carnevali di Bognanco. Carri, maschere, recite, scenografie… divertimento. Di tutto di più. La gente si ammassava sulle piazze e veniva anche da via,  per assistere al carnevale bognanchese con la sfilata dei carri e la polenta con i salamini. Il carnevale veniva organizzato, un anno a Bognanco Fonti ed un anno a San Lorenzo, ma i pulentat erano sempre bravi. Ovunque.

Nel 1972, il carnevale si svolse a San Lorenzo ed  un carro di Bognanco Fonti rappresentava Canzonissima,  lo spettacolo  in televisione del sabato sera e  sul carro c’era una ragazza… Una bella ragazza con lunghi capelli biondi ed  una  minigonna.  Una strepitosa  minigonna!

La valle Bognanco ricorda Paolo Bologna

Bognanco - Il paese delle 100 cascateEra scontato che, dopo il funerale di Paolo, arrivato a casa, avrei preso dalla libreria, volumi che lo riguardassero. Ho sfogliato “Il prezzo di una capra marcia” scritto nel 1969, riscoprendo i racconti di Ercole Guarisco, partigiano  bognanchese, sul periodo dell’ultima guerra in valle Bognanco. Mi son letto la storia del Soccorso Alpino in Valdossola  dove  è scritto che Bologna, da segretario della SEO-CAI di Domodossola, ricevuto  l’incarico dalla Direzione Nazionale di organizzare il Soccorso Alpino in Valdossola, convocò,  la sera del 2 giugno 1955, nei locali a valle della funivia a Bognanco Fonti, i signori: Chiabotti, Della Bianca, Guarisco, Mancini e Pellanda per fondare la Stazione del Soccorso Alpino di Bognanco. In quella seduta, venne nominato Capo della Stazione  di Bognanco, Norberto Gualtiero Mancini, “Bertino” per gli amici e suo vice  Ercole Guarisco.

Lutto

Per tutti era Silvestro. Longoni il suo cognome e veniva in vacanza a Bognanco da molti anni. Abitava in C.so Sempione nel centro di Milano  e la valle Bognanco è stata  la sua seconda casa. Passava  intere estati a  Graniga, con le sorelle Vittoria e Graziella. Purtroppo non sarà così quest’anno, semplicemente perché  l’11 gennaio scorso  Silvestro è morto. Mancherà la sua allegria e la sua generosità. Non c’era una festa infatti,  senza i  suoi regali, i premi per le lotterie, per i bambini. Le pentole per gli alpini, le attrezzature per i giochi. Ogni cosa portava  a Bognanco accompagnata  dal  suo sorriso. I funerali si sono svolti a Milano, mercoledì  14 gennaio, nella basilica  Santa Maria di Lourdes.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

tour del Monscera 2015 annullato

La 32°  sci alpinistica dell’alta valle Bognanco rimarrà solo sulla carta. Il tour del Monscera 2015 è annullato.

«Impensabile – ha detto Fabrizio Manoni  guida alpina e responsabile del percorso – garantire la sicurezza, visto le recenti  abbondanti nevicate».

Ma la scelta, di annullare la gara, è scaturita anche dallo sci club Bognanco, organizzatore  dell’evento sportivo, in quanto seppur il comune ha dato la piena disponibilità  per liberare le strade e le zone parcheggi, rimarrebbe sempre il pericolo delle valanghe, su tutta l’area interessata al percorso. La grande quantità di neve caduta, deve assestarsi per qualche giorno, prima di garantire un minimo di sicurezza.

Soprannomi

Fabrizio-Maccagno-a-SX-e-Fiorenzo-Possa-a-DX th - «Ehi! Gimbo… hai visto Ciccio?». «Sì. Era insieme al Dodo e Bibi e mi han detto che andavano giù  a trovare il Toio….».
Traduzione: «Ehi Fiorenzo…. Hai visto Fabrizio? Si. Era insieme a Giorgio e Albino e mi han detto che andavano giù a trovare Vittorio….».
Non è una novità che nei paesi , la gente faccia uso dei soprannomi per identificare meglio   le persone. Anche in  valle  Bognanco ci si conosce tutti e molti hanno lo stesso cognome… qualcuno addirittura stesso cognome e stesso nome.  E’ vero,  non tutti abitano fissi  a Bognanco, ma tutti, chi più e chi meno,  bazzicano in valle e diventa difficile  distinguersi. Ecco allora che si fa  largo uso dei soprannomi.  Questi  i più ricorrenti che si sentono in giro:

La cappella

cappelletta thDi certo il pittore che  dipinse  nel diciassettesimo secolo e  per la prima volta, l’interno della cappella, eretta sul sentiero che dal Torno sale a Bei, non sapeva che nel 2015 saremmo stati qui a parlarne incuriositi. Per lui le cose saranno state sicuramente  semplici e chiare.  Ricevuto  l’incarico di dipingere la cappelletta, prese la sua cassetta dei colori e pennelli e, recatosi sul posto,  si mise a dipingere, sicuro che, chi lo incaricò, lo avrebbe  poi anche  pagato. Non di certo la Parrocchia, non  il comune e neppure la Curia che oggi si presenta come ente firmatario della domanda per il restauro… con i soldi degli altri. Benefattori e cristiani  ovviamente. Migliaia e migliaia di euro per i lavori di restauro conservativo  e tanta burocrazia  per  ottenere il Permesso a sistemare una semplice  cappella  fatta costruire   molto tempo fa da poveri alpigiani, emigrati all’estero alla ricerca di una vita migliore. Da Bognanco, in questi ultimi secoli,  sono partiti  in molti a piedi per raggiungere una vita diversa. In Francia, a Lione, ad esempio,  per fare  gli stagnai. In principio solo d’inverno e poi  per tutto l’anno. Il viaggio Bognanco-Lione (circa 450 km) durava  un paio di settimane e calcolavano di arrivare di sabato sera al Passo del Piccolo San Bernardo per farsi ospitare dai monaci con il pretesto di voler assistere alla messa della domenica.

Nel 1868, Antonio Laurini e Gaudenzio Armetta,  bognanchesi ed anche loro emigrati in Francia, diedero il  denaro per riportare la cappelletta  al suo antico splendore e quale ringraziamento per aver effettuato indenni  numerosi viaggi  a piedi  da Bognanco a Lione e viceversa, fecero dipingere una immagine della Madonna di Fourvière.

 

Mappe dei sentieri

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Personaggi - G. G. Galletti

Gian Giacomo Galletti
Immagine a cura di http://www.somsdomo.it/