Crisi di Governo, politici, poltrone…zona gialla, rossa, arancione…Non ne potevo più. Prima del sorgere del sole, ho spento la tv, sono uscito di casa e mi sono trovato immerso in una splendida zona bianca. Mascherina nello zaino, perché non era necessario indossarla; non c’era nessuno così vicino da poter contagiare o essere contagiato.

Mi sono avviato su sentieri innevati con le ciaspole ai piedi, dove nessuno ha messo ancora la sua impronta e mi è sembrato già di essere chissà dove.

Appena fuori dal paese il sole è sbucato all’improvviso dalla corona delle montagne della Val Grande ed ha iniziato a riscaldarmi, come da tempo non ne provavo la sensazione.

Le giornate si stanno allungando, la primavera non è poi così lontana e mi son trovato a sorridere per questo cambiamento.

Il cartello indicava che in alta valle dei rifugi sono aperti e così ho proseguito il mio cammino verso l’alto. I miei pensieri si accavallavano e si intrecciavano, poi ho seguito con lo sguardo tracce di animali nel bosco e dimenticato ogni cosa.

Ho ascoltato il rumore del manto nevoso che si rompeva sotto i miei piedi e cercato di camminare leggero per non disturbare quella meravigliosa quiete.

Domenica scorsa è stata una bella giornata e mi ha invaso la speranza che tutto potesse migliorare e risolversi nel migliore dei modi. In fin dei conti, è sempre la speranza l’ultima a morire mi son detto. O forse no, è la penultima.

Gli ultimi restiamo sempre noi.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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