La perturbazione di venerdì scorso si muoveva da sud verso nord e quando si è incuneata in val d’Ossola ha rallentato a causa delle montagne e così ha avuto il tempo di rovesciare a terra una bomba d’acqua. La valle Bognanco ancora provata dall’alluvione del duemila, ha potuto fare la conta dei danni solo la mattina del sabato, dopo una notte da incubo; numerosi alberi sradicati che hanno ostruito la strada provinciale ed interrotto in più punti la corrente elettrica; frana sulla strada che conduce alla frazione di Pizzanco (1142 m.s.l.m.) e qualche tetto mezzo scoperchiato, ma fortunatamente niente di più.
Sembrava fatta.

Poi la sorpresa domenica pomeriggio. Al km 8,4, della strada provinciale, sotto l’abitato di Camisanca, la parete rocciosa, già protetta da reti e funi di acciaio, è crollata lasciando sulla careggiata, che fortunatamente ha tenuto, una montagna di materiale.
Era l’ora del rientro per molti villeggianti che vengono ogni fine settimana in valle e c’è mancato poco che qualcuno non passasse di lì proprio in quell’istante.
Venti metri di lunghezza per una altezza di circa dieci. Blocchi di roccia enormi che hanno costretto un diverso programma di intervento per lo sgombero della strada e quindi prolungato i tempi per la riapertura.
Strada chiusa quindi in valle Bognanco nel tratto che dalla località Fonti sale a San Lorenzo. Il servizio bus di linea funziona regolarmente da Domodossola a Bognanco Fonti.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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