Era il mese di giugno del 1922 quando il signor Bodo con la sua signora Pierina, già proprietari dell’albergo Chavez, aprivano il loro secondo albergo a Bognanco, che chiamarono Meda.

Erano gli anni gloriosi delle acque minerali e di Prestino che poi divenne Bognanco Fonti, quando ad investire erano gente di fuori, imprenditori con il senso degli affari e che avevano fiutato lauti guadagni realizzando grossi alberghi laddove sgorgava dalla roccia l’acqua miracolosa.

Un fiuto che senz’altro diede ottimi risultati per lunghi anni, ma poi tutto questo splendore si smorzò ed oggi troviamo la notizia che questo grande albergo, chiuso dagli anni settanta, va all’asta per una cifra che si aggira sui 21 mila euro.

Una somma ridicola che non rende giustizia agli investimenti fatti negli anni in cui la struttura venne costruita, eppure fino ad ora, pur essendoci stati altri avvisi di aste, nessuno ha pensato di mettere lì due spiccioli e riproporre un qualche cosa di nuovo che possa far rivivere gli antichi splendori della Bognanco che fu.

Tutti sperano che qualche interessato, sia in attesa di acquisire l’immobile ad un prezzo stracciato come di fatto lo è oggi, per poi procedere ad un intervento di recupero dello stabile come già avvenne nei primi anni ottanta. Opere che poi purtroppo non vennero mai portate a termine e l’immobile rimase lì abbandonato, in attesa di nuova vita.

Come allo stesso modo, sono in attesa di nuova vita, altri stabili in valle Bognanco, vedi ex albergo Milano, ex albergo Antonioli, ex caserma di Finanza, tanto per fare solo alcuni vistosi ed ingombranti esempi nel comune che meritatamente vanta la dicitura di Comune Turistico e Fiorito.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


Miscellaneo

Chi è online

Abbiamo 425 visitatori e nessun utente online