Il Rifugio di San Bernardo (1628 m.s.l.m.), cambia proprietario. Nato come semplice ristoro per volere di Franco Vescio che lo ha gestito fino al 2005, è stato il primo punto di accoglienza dell’alta valle Bognanco. Trasformato poi in rifugio, è stato via via arricchito di servizi, fra i quali anche l’accessibilità ai diversamente abili, rendendolo più confortevole ai numerosi frequentatori ed in particolar modo, trovandosi sul sentiero GTA, agli stranieri.

Determinante è stato il suo supporto nel 1995 quando venne utilizzato come posto tappa del CAMMINA ITALIA i cui partecipanti, provenienti da Antrona Piana, vi hanno sostato prima di proseguire per Varzo. Dal 2005 Franco Vescio lo ha dato in gestione e poiché due anni fa è improvvisamente mancato, la vedova Raffaela Crespi, esaudendo quella che già era la volontà del marito, lo ha ceduto.

 

UN PO’ DI STORIA

La prima domanda che venne presentata in comune nel 1983, quando sindaco era Pasquale Valentini, si parlava di posa precaria di struttura prefabbricata in legno da adibirsi a posto di ristoro, su terreno comunale.

Franco Vescio era l’affittuario dell’area e l’appalto per la realizzazione della struttura fu affidato alla ditta Il Tetto di De Mattia Gianni, molto conosciuta in valle e che aveva già costruito in meridione, a seguito del terremoto in Irpinia, interi villaggi di casette prefabbricate, con la stessa tipologia di legname. La costruzione dello chalet avvenne in tempi rapidi e con appositi rinforzi strutturali, considerato l’ubicazione più in alto rispetto alle zone terremotate e così, nel giugno del 1985 ci fu il collaudo statico dell’opera e subito dopo l’inizio dell’attività.

Fu il primo posto di ristoro dell’alta valle, dopo l’indimenticabile “Carmencita” all’Alpe Gomba e Bognanco iniziò ad essere conosciuta anche come territorio per escursioni in montagna e non solamente per le gloriose acque minerali.

Nel 1995 venne inaugurato il rifugio Gattascosa (1993 m.s.l.m.) e nel 1998, il CAI di Arsago Seprio, aprì il rifugio Alpe Laghetto (2039 m.s.l.m.) e per ultimo, nel 2008, venne aperto il rifugio Il Dosso (1740 m.s.l.m.). Oggi, questi quattro rifugi, rappresentano una importante fetta dell’ospitalità bognanchese in alta valle e tutto questo, è giusto ricordarlo, grazie anche al coraggio ed alla lungimiranza dell’amico Franco che vide, in quel semplice posto di ristoro, un possibile futuro diverso per la sua valle.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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