Domenica scorsa, in molti hanno scelto le vallate ossolane per trascorrere una giornata all’aperto, lontano da supermercati, rischiosi assembramenti e caos urbano. Anche la valle Bognanco è stata molto gettonata, grazie ad una bella giornata di sole e di caldo.
 
Il centro termale a Fonti è ancora chiuso e quindi tutti a camminare lungo i sentieri della valle, alla ricerca di benessere e tranquillità. Una forma spicciola di turismo, in tempo di Coronavirus, che rischia però di far crollare quel poco che si sta facendo instancabilmente per la promozione del territorio.
 
All’alpe San Bernardo, per fare un esempio, uno dei punti più frequentati per la partenza di escursioni, i servizi igienici comunali sono chiusi. «Eh sì… -dice Fabrizio Lorenzi del rifugio - e non c’è nemmeno un cartello che giustifichi questa chiusura. E’ un grosso problema, perché la gente andrà in giro a sporcare nel bosco, oppure tenterà di utilizzare il nostro servizio del rifugio, destinato solo ovviamente ai nostri clienti». Anche all’alpe Gomba i servizi igienici pubblici sono chiusi ed in più hanno chiuso, con tanto di catena e lucchetti, anche il campo di calcio dove l’erba è ormai alta mezzo metro.
 
Qualcuno, non trovando messaggi e giustificazioni, ha aggirato il cancello chiuso ed è entrato da un varco per far ugualmente due tiri di pallone, nell’unica area sportiva del comune, imprecando per le condizioni inaccettabili del campo che da qualche anno, grazie al contratto di collaborazione – oggi scaduto - con i gestori del camping Yoki Palki, aveva un manto erboso perfetto.
 
Il sindaco si giustifica dicendo: «I servizi igienici sono stati chiusi a causa del Covid-19 e così anche il campo di calcio».
Sì, si può immaginare, ma non c’è nessun avviso scritto, nessun cartello che spiega e come faranno tutti quelli che verranno questa estate in valle?
 
«Come facevano trent’anni fa – ha tagliato corto Mauro Valentini. Il comune non può garantire la sanificazione costante dei servizi e degli impianti sportivi e quindi siamo stati costretti chiudere».
 
Quindi, sono chiusi anche gli altri servizi igienici comunali a Graniga e Fonti?

«Purtroppo sì. Speriamo solo che presto tutto questo finisca e si possa tornare alla normalità».
 
Sì, è proprio il caso di dire – speriamo- perché per dar man forte ai gestori dei rifugi in alta valle che hanno riaperto, per aiutare gli operatori turistici che hanno iniziato la loro attività o stanno cercando di riaprire le loro strutture, ci vorrebbe ben altro.
 
Per ultimo, abbiamo sentito la presidente della pro loco che ha gestito negli ultimi due anni l’ufficio informazioni turistiche in località Fonti ed il suo commento è questo: «Non abbiamo nessun nuovo accordo con il comune e poi, avendo annullato, a causa del Covid-19, tutte le “grandi” manifestazioni, non abbiamo certo le risorse economiche per aprire l’ufficio».
 
Bognanco, comune turistico, comune fiorito? Sì, ma, forse.
 

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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