Rosalpe col th

 

Era il 1921 quando i signori Airoldi Pietro, conosciuto anche come Piero e Leva Natalina si interessarono per comprare quattro baite sul costone del Rio Acquamorta. Fu un interesse spinto dalla voglia di trascorrere momenti di vacanza in alta valle Bognanco, a 1400 metri sul livello del mare, dove non c’erano strade, non c’erano alberghi e nessuna prospettiva imminente dal punto di vista turistico. Per arrivarci, si doveva farla tutta a piedi da San Lorenzo (980 m.s.l.m.), percorrendo le mulattiere che portavano su all’alpe San Bernardo. Ma per i coniugi Airoldi, andava benissimo così. Loro abitavano a Domodossola e poter andare su all’alpe, anche per brevi periodi di relax, avrebbe significato davvero vivere momenti esaltanti vicino alla natura ed in assoluta tranquillità.

La scelta fu meditata a lungo e poi prevalsero i numerosi vantaggi che si presentarono davanti; posizione soleggiata, tranquillità, panorama, sicurezza.

Rosalpe bn th

Quattro baite tutte vicine, con una superficie notevole attorno di prati ben tenuti, pascoli e boschi. Piero e Natalina, dopo un primo interessamento, presero la decisione di comprare. L’unico punto a sfavore, fu il nome; il venditore presentò quel luogo come: Alpe Acquamorta.

“Ma che Diavolo di nome” pensarono. Una sventura… Acquamorta; niente di più funesto e triste.

Neanche per sogno dissero in cuor loro e possiamo immaginare la proposta che fecero al comune: “Ill.mo signor sindaco, vorremmo cambiare nome a questa località che abbiamo appena comprato. Dipingeremo le case di rosa e se va bene anche per codesto spettabile comune (era un professore stimato l’Airoldi, nonché direttore dell’Istituto Gian Giacomo Galletti e non si espresse grossolanamente… presentò la sua idea con stile ed assoluta eleganza), vorremmo dare un nuovo nome a questo luogo; lo vorremmo chiamare Rosalpe”.

Detto e fatto. Perché no? Rosalpe suonava bene e la proposta non scandalizzò nessuno, nemmeno quelli del comune e così le quattro baite piano piano, diventarono colorate di rosa e sulle carte venne cancellato il nome Acquamorta e si scrisse Rosalpe.

rosalpe oggi

Nel 1950, arrivò il nuovo Catasto ed anche sulle mappe venne scritto il nome voluto dagli Airoldi ed oggi, tutti conoscono la costa di Rosalpe ed anche quando negli anni cinquanta fecero quel famoso sopralluogo per studiare la realizzazione della seggiovia che da San Lorenzo andava fin su a San Bernardo, stabilirono che la stazione intermedia sarebbe stata realizzata proprio a Rosalpe. Purtroppo (o per fortuna) il progetto andò in fumo e le quattro baite, rimasero lì, dipinte di rosa, continuando a regalare momenti di relax e forti emozioni, allo stesso modo di oggi perché l’anima della montagna, se la rispetti, rimane sempre così; viva, bella e sorridente.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


Commenti   

0 #1 Edoardo Garavaglia 2020-03-02 06:47
Articolo molto interessante! Grazie! Le baite più su sonoRosalpe Alta dunque?
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