Storie

Rita ValentiniUn pomeriggio a casa di Rita Valentini, classe 1936  a parlare  dei tempi passati. Ho provato a chiederle qualche ricordo sulla festa della donna quando era giovane, ma la sua testa andava di qua e di là… ed il suo sguardo aveva un espressione di dissenso… “Non c’era una volta la festa della donna…” Mi ha detto.

“Non mi ricordo di questa festa, ma mi vengono in mente cose del passato, se vuole ascoltarne qualcuna…”

Perché no? Avanti… l’ascolto con piacere.

“ Abitavo alla Croce con i miei fratelli ed i genitori. Tutti gli anni a inizio estate  salivamo all’alpe con le mucche ed in autunno scendevamo. Ogni anno; il 23 giugno andavamo all’alpe ed il 14 settembre tornavamo giù.  Ritornare  in paese a fine estate  era sempre per noi una grande festa. C’era nell’aria euforia e mi ricordo che un giorno raccolsi da terra i cagalet di crau  (escrementi di capre a forma di tante piccole sfere… ndr) e dissi a mio fratello Pasquale che solitamente ci prendevamo a botte: E’ passato di qua un signore e mi ha dato delle caramelle… se chiudi gli occhi e apri la bocca te ne do una anche a te… Pasquale che, come me,  di caramelle ne mangiava raramente si avvicinò  ingolosito con la bocca aperta e gli occhi chiusi…

Gli misi in bocca una pallina e scappai. Pasquale masticò e si accorse che non si trattava di  una caramella. Andò dalla mamma a piangere e alla sera mi ritrovai in castigo di sopra in quella che chiamavamo stanza, ovviamente senza cena… Quando anche gli altri vennero su a dormire,  mio fratello Erminio mi disse sottovoce che aveva lasciato  nella stalla una mucca con del latte ancora da mungere. Dal nostro dormitorio, c’era una botola che scendeva direttamente nella stalla e così scivolai senza farmi notare di sotto e munsi quel latte rimasto nella mammella della mucca, ammorbidendo un pezzo di pane secco che avevo preso di nascosto e quella fu la  mia cena.

Anche a mia sorella Lina piaceva fare scherzi e non solo a noi  fratelli… una volta lei e il papà scendevano da Vercengio  con lo slittone carico di fieno… il papà davanti a manovrare la slitta e lei dietro a frenare tirando la corda…. Ad un certo punto, incuriosita da cosa sarebbe successo se avesse mollato la corda,  l’ha mollata veramente ed il povero papà, dopo aver tentato di frenare la spinta della pesante slitta, venne travolto e scaraventato a terra… Nulla di grave per fortuna, ma mentre il papà era tutto dolorante,  Lina dietro si spanciava dal ridere… Non ricordo che castigo le appiopparono…

Il fratello maggiore era Giuseppe e ricordo che ogni mattina appena sveglio  scendeva in casa e mi chiedeva sempre di andare su in camera a prendergli qualcosa; una volta erano le scarpe… una volta la giacca… e poi la maglia… insomma ogni volta dovevo andare a prendere di sopra cose che lui regolarmente dimenticava…. Un bel giorno mi impuntai e gli dissi di no! E lui, eh no… ci vai… e io; no!... e lui:  ci devi andare… I genitori erano occupati nelle loro faccende e  non badavano certo ai nostri battibecchi… e poi a loro andava bene che ci fosse uno grande in casa a tenere a bada quelli più piccoli. Fatto è che al mio continuo rifiuto,  Giuseppe mi prese sottobraccio come si prende un pezzo di legno e senza tanti complimenti mi chiuse dentro la cantina al buio… Piansi e urlai  dalla paura  fino a quando non venne la zia a liberarmi… fu allora che mi rivolsi a mio fratello Giuseppe con aria di sfida e gli dissi sogghignando…. Hai visto che sono libera?... Ed è stato in quel momento che Giuseppe senza dire una parola mi riprese alla stessa maniera di prima e mi scaraventò un'altra volta nel buio della cantina… Dopo un bel po’ venne, per la seconda volta, la zia a liberarmi e allora ben mi guardai a sbeffeggiare ancora mio fratello più grande”.

Rita oggi sorride a raccontare questi fatti e dal suo viso traspare ancora la forza e la semplicità di una vita trascorsa in mezzo a tante difficoltà; compreso quella  di essere donna, in un tempo che non c’erano mimose e nemmeno televisioni a ricordare questo 8 marzo conquistato a caro prezzo.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


 

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