Lutto

RomanoDarioliI tocchi della campana i bognanchesi li hanno sentiti domenica mattina sul presto e come sempre, quel suono ha fatto  venir  su la pelle d’oca. Quei tocchi sono tremendi, uno, due, tre…. Se ne son contati undici, uno ogni minuto ed il messaggio è stato chiaro, si trattava di un uomo. Poi è arrivata la conferma;  è morto Romano Darioli.

Ottantatre anni vissuti come Dio vuole; Rispettosi, educati, sereni… e si potrebbe continuare all’infinito  con le parole belle ed il sorriso che Romano portava sempre con se. Da un po’ di anni abitava a Mocogna, ai piedi della sua valle che lo ha visto nascere e crescere prima a Graniga con la sua famiglia numerosa e poi  da sposato al Possetto. Da vero montanaro gli piaceva andare sulle cime e a pescare e si guadagnò anche la copertina del libro BOGNANCO IL PAESE DELLE CENTO CASCATE di Paolo Bologna stampato nel 1976, dove lo si vede pescare nelle acque spumeggianti del rio Rabianca. Quante volte lo si incontrava e quante volte si andava insieme a lui sulle montagne. “Ah, che bel…” diceva sempre con gli occhi pieni di soddisfazione in quei brevi istanti che si riposava in piedi, a  guardare l’orizzonte e appoggiato al suo bastone, con la mano tesa sulla fronte per vedere meglio fin giù in fondo alla valle.

 Il suo tempo libero lo dedicava volentieri  al sociale e la sua gente non lo ha dimenticato. Nella gremita  chiesa di San Lorenzo per la celebrazione del suo funerale c’era a salutarlo,  una nutrita rappresentanza del Corpo Musicale, dove lui ha suonato per 55 anni, rappresentanti del gruppo alpini di Bognanco, dove era socio attivo, componenti della Fanfara Alpina Ossolana dove ha prestato servizio ed ovviamente c’era tutta la corale dove ha cantato fino all’ultimo.

Una gran bella voce la sua, grave e intonata e nel sentire l’ultimo canto “Io credo risorgerò” sembrava  quasi che mancasse qualcosa nelle voci del coro. Molti si son girati  verso l’organo… e hanno potuto constatare che in effetti mancava qualcosa;  dalla parte degli uomini, c’era uno spazio vuoto. Il suo.

Lascia nel dolore la moglie Agnese, il figlio Carlo, le sorelle Carla, Maria, Piera e Giovanna con le rispettive famiglie. Dopo  la cerimonia la cara salma ha proseguito per la cremazione.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


 

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