Cacciatori

Nella tarda mattina di sabato scorso un elicottero  sorvolava la montagna proprio di fronte San Lorenzo. Zona impervia e disagiata. Nessun cantiere avviato, nessun disperso; solo boschi e animali selvatici. Eppure l’elicottero era lì  sospeso nell’aria  come se  stesse cercando qualcosa e poi si è abbassato lentamente per qualche istante e subito rialzato con un cavo a penzoloni al quale era attaccato un fagotto che da lontano non era ben chiaro. Un cervo hanno poi detto quelli che hanno osservato più da vicino. Più cervi, perché di  voli  con l’elicottero, fra sabato e domenica,  ne hanno fatti diversi e allora ho chiamato  Gianfranco Croppi, presidente dei cacciatori di Bognanco per saperne di più.

«Ma sì, a volte, quando la bestia è grossa, si chiama l’elicottero. Ma prima bisogna ottenere  il permesso della Polizia Provinciale e non si può volare prima delle 11 del mattino e poi c’è l’obbligo di scaricarlo nel punto più vicino alla strada, evitando di sorvolare gli abitati…».

Ma quanto pesa un cervo?

«Dipende, un bel cervo può pesare 150 chilogrammi ed anche se si toglie tutto l’interiore, si arriva sempre a 120-130 chili. Troppo pesante e scomodo da portare  in spalla fin alla macchina  e allora si chiama l’elicottero».

Quanto costa uccidere un cervo?

« 300 euro».

Solo?

«Eh, poi dobbiamo aggiungere la tassa del porto d’armi che è 176 euro ed altri 100 euro per la Concessione Regionale ed ancora 140 euro per l’ammissione al Comprensorio Alpino di Caccia».

E poi l’elicottero… Diciamo in totale viene fuori  una bella sommetta. E se volessi prendere un camoscio?

«Per cacciare un camoscio o un capriolo si pagano 150 euro,  idem per la tipica fauna alpina (Gallo Forcello e Coturnice ndr) mentre per il cinghiale bastano  50 euro».

Ma il cacciatore uccide l’animale per mangiarlo?

«Sì anche, ma quasi sempre per cene in compagnia e poi ci sono gli amici;  sa com’è: un pezzo a uno, un pezzo all’altro. Mi ricordo invece mio padre quando rientrava a casa dalla caccia con  sulle spalle la bestia; era una festa per tutta la famiglia perché  sapevamo che arrivava “roba” da mangiare e non sempre si poteva andare in macelleria a comprare la carne».

Sono cambiati i tempi?

«Da quando si sono formati i Comprensori, si è passati da una caccia controllata ad una caccia gestita in simbiosi con gli organi di controllo ed il cacciatore oggi  si occupa anche di miglioramenti ambientali come la sistemazione di sentieri che utilizzano tutti.  Eppoi oggi per sparare con un fucile, devi superare degli esami finalizzati alla conoscenza delle armi, della fauna cacciabile e delle norme che regolano questa attività.

Sono cambiate molte cose, forse, ma  non la passione di  svegliarsi al mattino presto e andar per boschi, a guardare il sole che illumina le creste delle montagne, i colori dell’autunno…  Ci sono cacciatori che cambiano gli scarponi ogni dieci anni; io ogni due e quelli vecchi non riesco mai a buttarli via subito; li metto lì, da parte,  quasi come se  mi aspettassi da loro il racconto di tutti i passi fatti insieme».

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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