Bataclan

Carla Darioli thQuando ho chiesto a Carla Darioli di Boco, classe 1931, se aveva sentito del “Bataclan” mi ha risposto: «Sì, ma nel nostro dialetto  diciamo “bataclan” quando si vede in giro tanto disordine e rumore».

Quindi ha sentito di questo ISIS, delle esplosioni, della gente che uccide in giro per il mondo? Ha paura?

«No, non ho paura. Io non vado in giro mai da nessuna parte e qui a Bognanco non c’è motivo di avere paura».

Non le piacerebbe andare a Roma per il Giubileo?

« Non ci penso proprio. Non ci sono mai stata a Roma e nemmeno ci voglio andare. Molti anni fa sono arrivata fino a Bologna. Ormai sono vecchia ed anche a Domo ci vado solo se mi accompagnano».

Se non va mai in giro, come fa a sapere di questo “bataclan”?

«Guardo la televisione e quando mi portano dei giornali; leggo».

Che canale guarda?

«Quasi sempre Canale 5».

Ritiene che sia iniziata la terza guerra mondiale?

«Mha… così dicono, ma io credo che questi  ultimi  fatti di Parigi  siano solo opera di ragazzi balordi senza religione».

Ha sentito il Papa?

«Sì, lo sento sempre e mi piace molto. Povero Papa Francesco, in pochi anni è invecchiato…. con tutti sti problemi, dentro e fuori la chiesa. Adesso capisco perché il Papa di prima ha  rinunciato…».

Ha detto che qui a Bognanco non c’è motivo di avere paura, ma pensa che questa valle è davvero così fuori dal mondo?

«No, non penso e poi ho visto dei neri anche qui a Boco a pulire strade. Sono contenta che il comune gli abbia dato una possibilità per vivere. Una volta li ho visti lavorare veloci veloci che mi sembrava strano, perché di solito non fanno così  e non mi spiegavo il perché, ma poi ho capito… dovevano prendere il pulman per scendere a Domo ed erano in  ritardo…».

Dopo i fatti di Parigi, la Francia, ha deciso di bombardare quelli dell’ISIS; le sembra una cosa giusta?

«Certo che no. La vendetta non va bene. Bisogna difendersi e basta! Senza uccidere».

Eh, ma non è facile difendersi, lo ha detto anche lei; questi sono pazzi.

«Bisogna riuscire a prenderli e anziché metterli in galera, bisognerebbe farli lavorare; ma sul serio. E tanto per insegnargli un po’ cos’è la vita, dargli poco da mangiare, facendogli soffrire un po’ anche la fame, così come l’abbiamo patita noi durante l’ultima guerra».

Già, l’ultima guerra…

«Ero una ragazzina….  e mi ricordo che anche in quegli anni c’era in giro tanto “bataclan”.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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