La passerella

Escursionisti contentiMi sembra di vederli i nostri vecchi, vissuti nel secolo scorso, a scuotere la testa in segno di disapprovazione, davanti alla nuova e lunga  passerella in legno su al “Pian dla Ross”. Loro, che negli anni cinquanta avevano  bonificato gli alpeggi e, per eliminare il pantano del Piano di Ridorosso, avevano semplicemente pulito il fondo delle ronge e consentito  così all’acqua di defluire naturalmente verso valle, avrebbero da ridire. Anche alcuni anziani di oggi, ritengono che non sia proprio un lavoro sensato queste pedane in legno appoggiate sulla terra umida. Adolfo Valentini ad esempio – “... e scriva pure il mio  nome e cognome…” -  ritiene assurda questa soluzione.


“Non siamo obbligati a passare di lì… Se c’è acqua e non si è voluto scavare sul fondo delle ronge, che era la cosa più semplice e logica, con gli stessi soldi potevano fare un nuovo sentiero a lato della “torbiera” in zona completamente asciutta. Un lavoro che non avrebbe mai più creato problemi e invece adesso?... Ah… Hanno proprio buttato via i soldi… Così   come hanno fatto per la strada di Valpiana…”. C’è poi chi anziano non è, ma ha ugualmente molta esperienza in materia. Stiamo parlando di Adriano Darioli (ex olimpionico), molto scettico su questa soluzione ritenuta "pericolosa e precaria".

E poi c’è chi, pur pensandola allo stesso modo, preferisce non apparire; “No, non scriva  il mio nome, ma, per mio conto, hanno fatto  proprio   una  caz..ta.”

A chiedere in giro, si trovano però anche quelli a favore  e  che ritengono sia un lavoro ben fatto:  “Guarda che bel lavoro – hanno detto i quattro escursionisti milanesi che passavano sopra le passerelle di legno – In questo modo non ci si bagna  i piedi…” Ed anche Giorgio Balzani gestore del rifugio Gattascosa è favorevole: “ E’ sicuramente meglio di prima. Chi ci è passato sopra è contento e non si può criticare sempre tutto quello che si fa”.

Pareri contrastanti che fanno discutere e che  accendono gli animi, ma poi  quasi tutti si trovano  d’accordo nel dire che: “Non c’è nessuno che controlla…”

In tanti mi hanno detto di andare  a vedere e  così ho fatto. Salendo il sentiero che da San Bernardo va al lago di Ragozza ho visto realizzati  dei nuovi ponticelli in legno, ben fatti e funzionali… Ho notato diversi e comodi scalini, dove prima il sentiero era a dir poco impraticabile. Non tutto quindi è fatto male.  Sì, è vero, sta passerella  è un pugno in un occhio ed in paese  fa discutere, sia per come è stata costruita, sia per l’aspetto estetico e poi  sorprende il fatto che, a quanto sembra, in Regione, trattandosi di zona protetta, sostengono che questo è il modo di fare e che per salvaguardare le torbiere, bisogna far camminare la gente  sulle pedane in legno.

“Propi cume a  Venezia”,  direbbero, sconsolati, quei poveri alpigiani che bonificarono, a forza di braccia, il Piano Ridorosso sessantacinque anni fa.

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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