Bognanco ricorda Don Gianni a vent'anni dalla morte

gianni trombone thNon c’è un bognanchese che, nominando  Don Gianni Luchessa,  non  gli si illuminino gli occhi. Arrivato parroco a Bognanco l’11 ottobre  1976, ci rimase fino al 10 luglio 1984, per poi  dedicarsi all’insegnamento nelle scuole superiori  in discipline giuridiche ed economiche  ed ovviamente  alla sua Associazione “Alternativa A…”

 Per una grave malattia morì  il 12 luglio 1995 malgrado, come diceva lui, avesse ancora un sacco di cose da fare. Son passati vent’anni dalla sua morte e Bognanco lo vuole ricordare per quello che era.  

Erano anni che in valle di ragazzi ce n’erano ancora tanti e Don Gianni trovò un bel gruppo di giovani che seppe tenersi vicino. «Era bello – dice Rita Barcella di San Lorenzo -vederlo circondato da tanti chierichetti mentre celebrava la messa- ricordo che facevano a gara per arrivare primi in chiesa e mi piaceva ascoltare quel suo modo semplice di parlare di Dio. Non si divulgava in sermoni, sapeva esprimersi coinvolgendo tutti ed era amato da tutti, perché ascoltava, capiva, aiutava e non giudicava. Veniva spesso a casa nostra per un caffè o un bicchiere di vino  ed ironicamente si presentava dicendo: A vegni a vega se  chi us fa giudizi…” (vengo a vedere se qui si fa giudizio…) e si congedava sempre  con un arrivederci alla messa della domenica… Oserei definirlo “un piccolo parroco, dal cuore grande”».

 

don gianniAnche Gisella Giovannone di Bognanco Fonti lo ricorda come un sacerdote vicino alla gente e sempre pronto ad aiutare tutti. «Spesso si fermava a mangiare a casa nostra e  quando assaggiò per  la prima volta, le lumache cucinate col guscio, mi chiese più volte di cucinargliele e fu per noi  sempre un appuntamento costante e piacevole.« Se ne è andato troppo presto - ha concluso  Gisella – lasciando la sua impronta nel cuore di tutti noi».

Don Gianni, sapeva  che il suo ruolo era stare in mezzo alla gente e così volle far parte  della banda, prima suonando i piatti e poi il basso. L’ultimo suo servizio:  la sfilata al carnevale di Domodossola nel febbraio del 1995, quando già non stava  bene.  Gli piaceva particolarmente  l’atmosfera di festa e di allegria che la banda riusciva  a creare e  l’armonia, quando c’era lui,  regnava sempre  in mezzo a tutti.

Indimenticabile  quella  gita del Corpo Musicale  in Toscana… Tutti a cantare e suonare fino a sera tardi e al mattino della domenica in chiesa a dir  messa don Gianni sull’altare, intonò un canto liturgico. Una signora, dal chiaro accento toscano che stava seduta dietro a dei musicanti, disse alla sua vicina di banco: «…ma io questa voce la riconosco… oddio, ma il prete che dice messa… eh sì… l’è proprio lui….  l’è quel tipo che ieri sera cantava e beveva  insieme a quel gruppo di allegri  musicanti  in gita».

“Le idee per camminare devono avere le gambe…” Così diceva  sempre Don Gianni. Bognanco un po’ ha imparato, ma non è facile donare la vita per  gli altri.  Bisogna essere grandi e nessun altro ha mai volato così alto.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


 

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