Carnevale 1972

Erano gli anni dei favolosi  carnevali di Bognanco. Carri, maschere, recite, scenografie… divertimento. Di tutto di più. La gente si ammassava sulle piazze e veniva anche da via,  per assistere al carnevale bognanchese con la sfilata dei carri e la polenta con i salamini. Il carnevale veniva organizzato, un anno a Bognanco Fonti ed un anno a San Lorenzo, ma i pulentat erano sempre bravi. Ovunque.

Nel 1972, il carnevale si svolse a San Lorenzo ed  un carro di Bognanco Fonti rappresentava Canzonissima,  lo spettacolo  in televisione del sabato sera e  sul carro c’era una ragazza… Una bella ragazza con lunghi capelli biondi ed  una  minigonna.  Una strepitosa  minigonna!

Assomigliava  molto a Raffaella Carrà questa  ventenne di nome  Daniela Mancini. Cantava,  ballava e si muoveva bene… Lo aveva visto fare in televisione e ripeteva  le mosse della Raffa Nazionale. La gente in piazza applaudiva ed i ragazzi si facevano sotto per vedere meglio… Sul carro si ballava il “tuca tuca”  e qualcuno sorrideva divertito.  “Che sconcerie ci fan  vedere”,  avranno  pensato  le donne (pie) in piazza. “Roba da mat”, ma chi l’è sta fiola mezza  biota c’la bala?” Avranno commentato  incuriositi  quelli che non si erano accorti che  Daniela non era proprio svestita…. Indossava sotto  un aderentissimo  body color carne. “Brava! Grande! “ Gridavano  comunque  i ragazzi entusiasti e  appiccicati al carro.

Ad ogni sfilata, si assegnava  il premio al carro più interessante e più bello. Se a votare fossero stati  i ragazzi, il carro vincitore sarebbe stato  senz’altro quello con su la Daniela che ballava il “Tuca Tuca”, ma la giuria era composta da altre persone. A giudicare il carro migliore, erano uomini di Bognanco Fonti e di San Lorenzo, mariti anche  di quelle  (pie) donne  che forse  si scandalizzarono  e parrocchiani…. Già,  i giudici, erano anche parrocchiani ed in piazza ci sarà stato, ovviamente, anche il parroco. L’anziano Don Giovanni Battista Ferrari. Apriti cielo! A qualcuno sembra  ricordare di averlo visto a braccia conserte e faccia scura. Lui che dal 1935, anno in cui si insediò a Bognanco, non aveva mai visto niente del genere in piazza,  si sarà sicuramente  scandalizzato… e  non poco  al veder quella roba lì. “Non oseranno mica….”  Avrà pensato.

Ed invece sì. Osarono….  Ed il carro vincitore fu proprio quello del “tuca tuca”.

 

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


 

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