Le frazioni

 

BOGNANCO

 

Solitamente è quando arriva la primavera che si sente la voglia di  uscire, andare a camminare per sentire i nuovi profumi della terra che  piano piano si scalda.  La valle Bognanco ha una rete fitta di sentieri che collega tutte le numerose frazioni, in gran parte disabitate.
Partendo  dal basso, abbiamo sul versante che guarda a nord, Bei, Arsacca,  Crestapiana, Bosco, Pioi, San Marco, mentre sul versante opposto, Torno, Gabbio, Ronco, Camparione, Pianezza, Messasca, Fonti, Possa, Possetto, S. Martino, Picciola, Pizzanco, Cresta, Camisanca, Boco, Bacinasco, S. Lorenzo, Graniga,  Gomba, Moraso, Mulera, Valpiana, Piodellatte.

 

Oltre a questi borghi, ci sono altri numerosi piccoli nuclei urbani,  disseminati sul territorio, che un tempo venivano abitati  solo per brevi periodi; lo stretto necessario per lavorare la campagna attorno o gli alpeggi.  Alcuni borghi fra i più noti: Colorio, Croce,  Ronco (sotto Vercengio), Vercengio, Gallinera, Trombera, Rambolone, Foibello  e tanti altri.
A parte la straordinaria architettura rurale delle varie frazioni, quello che è interessante sono gli appellativi che venivano dati agli  abitanti delle numerose frazioni.
Ne ricordiamo alcuni:
partendo dall'alto, gli abitanti di Graniga venivano chiamati "I Cairuss" (cani rossi) e scendendo "I Biasapaternostar" (biasica padre nostro) quelli della Croce.  Quelli di San Lorenzo, venivano chiamati "la signoria" (i signori) e siccome un tempo San Lorenzo si chiamava “Cavuccio”, dicevano: “La signoria da Cavusc”.
 “I brusaret”  (brucia topi) quelli di Boco, "I Casarui" (I Casari) erano detti quelli di Pizzanco. "I Marcantoni" (Gran pezzi d'uomini) quelli di Picciola "I Picasass" (Scalpellini) quelli di S. Martino.  "I Patela bianca" (camicia da notte bianca) quelli di Camisanca. "I Cadregatt, (quelli che fabbricavano le sedie) quelli di Possetto. "I dutor"  (dottori) quelli della Possa. "I caralitt" (vicino alla carale) quelli di Prestino,”I magunitt” (gozzuti?) quelli del Ponte (oggi, inizio di Bognanco Fonti). "I varda pernis" (guarda Pernici), quelli della Cresta. "I Castegn ross" (castagne rosse) quelli di Valpiana. "I Matan- bel, (ragazze belle) quelli di Piodellatte.
Quelli di San Lorenzo, hanno sempre chiamato quelli di "Fuori" " I patarei" e questi contraccambiavano indicando quelli di San Lorenzo con il soprannome di "baroi".
Oggi tutti questi soprannomi  sono  stati  dimenticati e nessuno ci fa più caso. Solo qualche anziano ricorda ancora. A loro il compito di trasmettere ai più giovani la storia e le tradizioni bognanchesi.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


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