Centrali

 

BOGNANCO

 

Da mesi, stanno lavorando vicino al torrente Bogna ed alla strada provinciale, in prossimità della curva di San Martino e da qualche giorno, passando in auto,  si intravede spuntare un prefabbricato in calcestruzzo poco sotto il ciglio strada; è l’ultima – per ora -  nuova centrale idroelettrica della valle. La nona. Eh sì; sono ben otto le centrali funzionanti in valle e questa è la nona. Ma non è finita qui; la decima è allo studio da mesi nella zona del rio Molezzano e presto verrà realizzata, si presume, dalle parti di Crestapiana.

Ma vediamo meglio dove sono dislocate queste centrali. Partendo dal basso, dobbiamo censire come bognanchese anche quella di Mocogna perché, seppur si trova nel comune di Domodossola, raccoglie l’acqua interamente nel territorio di Bognanco, poi c’è quella della Pianezza che sfrutta tutta l’acqua nel bacino idrografico del Dagliano e nel versante opposto. La terza non si vede perché fortunatamente è  stata ricavata – pochi mesi fa - interamente dentro la montagna in località Fonti. La quarta, salendo, è la centrale “Vinci” che prende l’acqua fin su quasi l’alpe Agrosa. La quinta è quella di Picciola che utilizza l’acqua che scende dai valloni di Pizzanco. La sesta e la settima sono ubicate nel vallone a nord di Mulera e sfruttano l’acqua raccolta nella conca del Monscera  e dai laghi di Paione. L’ottava si trova nella zona di Villa Regina e l’acqua utilizzata è quella che scende dal rio Acquamorta. La nona è questa della curva di San Martino che recupera l’acqua da Picciola e da altri rii del versante. La decima, come già detto sopra,  è ancora in gestazione.
Ma perché il comune di Bognanco, dato la notevole quantità d’acqua presente sul territorio, non ha mai pensato di realizzare in proprio delle centrali? Lo chiediamo al sindaco  Giuseppe Maccagno.
«Mah! Quando era il momento di farle, non si sono fatte e adesso sono rimaste sole le “ronge”».
Ma quanto ci guadagna il comune con tutte queste centrali. «La cifra esatta non la ricordo, ma siamo intorno ai 120 mila euro l’anno».
Beh! Non è poco per un comune che chiude in pareggio un bilancio annuale poco sopra il milione di euro.
«Sì, certo – conclude il sindaco - con l’IMU è l’entrata più importante ed è quella che ci consente di programmare un minimo di attività amministrativa».

Soldi, sempre soldi. I discorsi sono concentrati solo sul denaro e sui ricavi e non si dedica un pensiero alla tutela del paesaggio. Tutte le centrali realizzate in valle, con le loro tubazioni, sono delle brutture e deturpano non poco il paesaggio, ma rendono bene e questo fa tacere ogni pensiero.

 

Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO


 

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