Alluvioni, frane, disastri


BOGNANCO

Il Bogna sotto il ponte di MocognaLe cronache di questi giorni, hanno scritto di alluvioni, frane e disastri su mezza Italia.
In Ossola, quasi niente. Qualche smottamento, qua e là,  ma nulla di che.
E allora? Va tutto bene?
No.
Direi che è stato solo una questione di fortuna. La pioggia, questa volta, non ha picchiato le valli ossolane ed anche a Bognanco, dove ancora si vedono le ferite dell’alluvione del 2000, non è successo niente. Per fortuna.
Il torrente Bogna che, come una canna di fucile  spara, da sempre,  acqua su Domodossola, scorreva nel suo letto e non faceva paura. Eppure, anche questa volta, c’erano tutte le condizioni per il ripetersi di un nuovo disastro.
Il Bogna sopra il ponte di MocognaIn valle Bognanco, non ci sono dighe o laghi artificiali che possano regolare il deflusso delle acque ed il territorio che si incanala nel Bogna è vastissimo. Fra Bognanco, Crevoladossola e Domodossola,  i tre comuni che si affacciano sulla vallata, sono oltre 100 i kmq di “catino” che portano acqua al ponte di Mocogna. Una naturale bomba d’acqua.
Ma quale è la vera causa dei molteplici disastri, che si verificano e più volte annunciati?  Almeno due. La prima; la quantità d’acqua che il buon Dio ci manda e che l’uomo, purtroppo o per fortuna, ben poco può fare. La seconda; il mancato controllo e pulizia degli alvei.
E qui sì che l’uomo può e dovrebbe agire.
Crescono boschi nei torrenti ed ad ogni alluvione, più o meno forte, l’acqua innalza la propria quota di scorrimento, trascinando a valle,  fango, tronchi e pietre ed anche se l’uomo ha costruito gli argini, prima o poi l’acqua sborda e succede quello che abbiamo visto in televisione in questi giorni.
La briglia in località TornoOltre che non far costruire vicino ai torrenti, privi di idonee  arginature, occorre prevenire esondazioni, con il taglio degli alberi a ridosso dei corsi di acqua e scavare per tenere costantemente a giusta misura, la quota degli alvei di torrenti e fiumi.
Operazione costosa? Non direi, visto che ci sono ditte che lo farebbero gratis, potendo recuperare il materiale. Basterebbe solo controllare che tutto avvenga nel rispetto delle leggi.
Operazione semplice. Già, troppo semplice.
Solitamente in Italia, si aspettano i morti per decidere di realizzare opere concrete.


Giancarlo Castellano, collaboratore di ECO RISVEGLIO

 


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