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Gastronomia

La val Bognanco è sempre stata una zona povera e questo ha avuto naturalmente riflessi anche sulla tipologia dei piatti della tradizione.

Non esistono colture tipiche e la gastronomia è sempre stata legata ai prodotti poveri della terra come patate, rape, castagne.
Quando si uccideva una bestia era festa grande ed allora si preparavano:
Carne secca, derivata dai pezzi migliori delle vacche, messa in salamoia e poi fatta seccare all'aria.
Bondiola, detta anche coppa perchè derivata dal collo del maiale.
Pancetta e Lardo, derivano dalla macellazione del maiale, venivano messi sotto sale con le erbe (aglio, alloro, genepy, salvia, rosmarino e pepe), dopo diciotto giorni venivano messi a seccare all'aria.


 

Ricette d'una volta

TORTA  BOGNANCHINA a cura di Albergo MagentaTorta bognanchina

 

 

 

 

 

 

Ingredienti (dosi per 6 persone)

80 gr. di pane secco
½ litro di latte
50 gr. di burro
50 gr. di zucchero
1 bustina di vanillina
40 gr. di uvetta sultanina
25 gr. di pinoli
10 gr. di grappa
1 cucchiaio di cacao amaro
1 uovo intero
scorza di ½ limone e ½ arancio grattugiato

Procedimento

Tagliare il pane secco in piccoli pezzetti e lasciarlo ammorbidire nel latte per circa due ore. Si consiglia di usare un recipiente sufficientemente grande da poter poi unire tutti gli ingredienti.
Prendere un pentolino e fare bollire, per circa 10 minuti la scorza di limone e arance grattugiato con un po’ di acqua e 3 cucchiai di zucchero creando uno sciroppo.
Una volta ammorbidito il pane, aggiungere tutti gli ingredienti elencati prima, compreso lo sciroppo. Mescolare il tutto bene.
Imburrare una placca da forno, versare la preparazione ed infornare a 180°C. per un ora e mezza.

 

PIATTO DELLA DOMENICA a cura di Albergo Edelweiss

manzo - patate - verze - castagne

Dai ricordi della gente di Bognanco si rileva che dal macello della vacca si ricavavano i pezzi più belli per conservarli seccati. I pezzi meno pregiati si conservavano sotto sale con droghe (noce moscata, coriandolo, cannella, bacche di ginepro, ecc).
La domenica e solo allora, perchè negli altri giorni la fame doveva essere controllata si cucinava questa carne in umido con i poveri prodotti locali e se ne facevano delle vere scorpacciate in quanto si era consci che fino alla domenica successiva non vi era possibilità di mangiare altra carne.
E così, sulla scorta di questi ricordi prepariamo ancora questo piatto, riveduto e corretto secondo una cucina più leggera e moderna.

Ingredienti:

Carne di manzo
Cannella
Bacche di ginepro
Chiodi di garofano
Foglie di alloro
Coriandolo
Cipolla

Verza
Castagne
Sale e pepe q.b.

Procedimento:

Tagliare la carne di manzo a bocconcini, come per uno spezzatino.
Metterla in una terrina ed aggiungere tutte le spezie, l'alloro, il sale ed il pepe.
Lasciare macerare in frigorifero coperta per 12/24 ore.

Passato questo tempo, scolare la carne che avrà rilasciato dei liquidi, fare un fondo di cipolla ed aggiungere i bocconcini.
Coprire la carne con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco lento per qualche ora.
La cottura a fuoco lento permette alle fibre di "sciogliersi", ci vorranno almeno tre ore.

A metà cottura aggiungere le verze tagliate a striscioline.

A parte preparare le castagne bollendole in abbondante acqua leggermente salata.
A cottura ultimata pelarle e metterle nello spezzatino.

Servire accompagnato da patate bollite.


Flora

 

Pulsatilla Alpina

Pulsatilla AlpinaL'anemone delle Alpi, Pulsatilla Alpina, ben nota agli amici della montagna, è una pianta erbacea perenne, eretta, alta 10-50 cm con foglie radicali che per lo più compaiono dopo la fioritura, lungamente picciolate, a contorno triangolare, profondamente e finemente incise, pelose.

I fiori sono grandi (4-7 cm di diametro), bianchi o soffusi di viola.
Cresce nei prati e nei pascoli alpini e nei boschi.

 

 

Ciclamino

CiclaminoIl ciclamino, Cyclamen purpurascens, è una pianta ben conosciuta. Dal tubero schiacciato spuntano su lunghi piccioli le foglie arrotondate o cuneiformi. i fiori sono alti 5-15 cm, di colore porporino a fauce più scura formante un anello e 5 lobi ovati rivolti all'indietro.
Il ciclamino è velenoso.

 

 

 

 

Stella Alpina

Stella AlpinaLa stella alpina è senza dubbio la più nota delle piante alpine.
E' una pianta erbacea eretta, alta 5-20 cm, con una rosetta di foglie basali da cui si dipartono uno o più fusti fittamente pelosi. Anche le foglie sono bianco-lattuginose, specialmente sulla pagina inferiore. La "stella" è un'infiorescenza complessa in cui numerosi fiori tuberosi, molto piccoli e verdognoli, sono riuniti in capolini che hanno un diametro di circa 5 mm. Questi capolini (da 2 a 10) sono a loro volta circondati da foglie floreali molto pelose e bianche che sporgono costituendo i raggi della stella.
Cresce fin oltre i 3.000 metri.

 

Genzianella

GenzianellaTutte le Genzianelle hanno frutti a capsula, con numerosi semi che germinano lentamente dopo aver trascorso almeno un inverno nel terreno; occorrono diversi anni perchè le piantine nate da seme si sviluppino abbastanza da poter fiorire.
Le Genzianelle maggiori appartengono ad un gruppo di dpecie che possiamo designare collettivamente con il nome botanico di Gentiana acaulis. Hanno tutte una rosetta di foglie di un bel verde brillante, appressate al suolo, dalla quale sorge un peduncolo breve che porta un solo fiore campanulato, grande 8da 3 a 6 cm di lunghezza), di colore blu-viola o blu vivo, dotato di 5 lobi più o meno triangolari.
Le Genzianelle minori hanno fiori più piccoli, di colore azzurro, separati da squamette bianche.

Le Genzianelle crescono soprattutto sui ghiaioni e sulle morene di alta montagna, alcune specie fino oltre i 4.000 metri.

 

Genepi

GenepiI Genepi sono famosi soprattutto perchè se ne fanno dei liquori ma questa celebrità è anche la loro disgrazia al punto che si vanno facendo sempre più rari. Hanno nomi comuni diversi: Genepi maschio, Genepi femmina, Genepi nero, ecc.
Sono piante erbacee perenni con fusticini eretti, alti al massino una ventina di centimetri. I fiori sono in capolini del diametro di 3-5 mm disposti in infiorescenze a spiga o a corimbo. Sono gialli ma talvolta le corolle spuntano pochissimo per cui i capolini appaiono bruni o grigio-bruni.
Vive tra i 2.000 e 3.500 metri.

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